Apple finisce nuovamente sotto la lente delle autorità, questa volta in Colombia, dove la Superintendencia de Industria y Comercio (SIC) ha avviato un’indagine formale per presunto abuso di posizione dominante legato all’App Store. Secondo quanto emerso, l’ente di vigilanza ritiene che le pratiche di Cupertino possano limitare la concorrenza e creare barriere artificiali all’ingresso di nuovi sviluppatori nel mercato colombiano delle app.
L’indagine si concentra su due aspetti principali. Da un lato, Apple viene accusata di impedire contrattualmente la creazione e la distribuzione di store alternativi su iPhone e iPad, mantenendo di fatto il monopolio della distribuzione software su iOS e iPadOS. Dall’altro, viene contestato l’obbligo per gli sviluppatori di utilizzare il sistema di pagamento proprietario In-App Purchase, che prevede commissioni dal 15% al 30%, oltre al divieto di comunicare agli utenti metodi di acquisto più convenienti esterni all’app, pratica definita “anti-steering”.
La procedura prevede ora una fase di raccolta prove e analisi. Se la SIC confermerà le violazioni, Apple potrebbe essere sanzionata fino al 10% del fatturato locale e costretta a modificare le sue politiche. La vicenda si inserisce in un quadro di controlli sempre più serrati a livello globale: dall’Europa, dove la Commissione UE ha multato Apple per 500 milioni di euro, agli Stati Uniti, passando per Brasile, Giappone e Corea del Sud, i regolatori stanno aumentando la pressione sul modello di business dell’App Store.


