In meno di due mesi dal suo debutto, l’app Gemini ha raggiunto un traguardo impressionante generando ben un miliardo di contenuti visivi grazie alla potenza del modello Nano Banana Pro. Ufficialmente conosciuto come Gemini 3 Pro Image e lanciato lo scorso 20 novembre, questo strumento ha conquistato rapidamente gli utenti di tutto il mondo, offrendo capacità di generazione ed editing di livello superiore.
Attualmente, anche chi utilizza la versione gratuita dell’applicazione può sperimentare la qualità di questo modello selezionando l’opzione “Pro” nel selettore, con un limite di tre creazioni giornaliere, che si affiancano alle 100 generazioni disponibili con la versione standard Nano Banana.
La popolarità di Nano Banana Pro è alimentata non solo dalla qualità dell’output, ma anche dalle funzionalità avanzate introdotte recentemente, come la possibilità di modificare le immagini disegnandoci sopra direttamente dopo l’upload. Per gli utenti più esigenti, Google ha strutturato piani in abbonamento che alzano notevolmente l’asticella: i sottoscrittori ai piani AI Pro e AI Ultra possono generare rispettivamente fino a 100 e 1.000 immagini al giorno, e sbloccare tutto il potenziale creativo del sistema per usi intensivi e professionali.
Ciò che distingue Nano Banana Pro dalla concorrenza è la sua capacità di gestire testi complessi in più lingue e di offrire controlli di tipo “studio”, permettendo modifiche localizzate, cambi di angolazione, messa a fuoco e illuminazione della scena.
Crossed 1 billion images Nano Banana Pro images in @GeminiApp! The pro community is moving fast. This model has been out for 53 days.
— Josh Woodward (@joshwoodward) January 12, 2026
Come for the potassium, stay for more. 🙂 pic.twitter.com/DvPoitI3i9
Con il supporto a vari rapporti d’aspetto e risoluzioni che arrivano fino al 4K, il modello si rivela ideale per creare infografiche e diagrammi dettagliati.
Sul fronte della sicurezza, Google ha inoltre integrato strumenti che permettono di caricare immagini e video per verificare se siano stati realizzati con la propria intelligenza artificiale, in modo da garantire trasparenza nell’uso di queste tecnologie potenti.


