Samsung sta affilando le armi per affrontare il sempre più intricato labirinto burocratico dell’Unione Europea e lo fa mettendo a segno un vero e proprio colpo strategico: l’assunzione di Jeremy Rollison. Ex dirigente di spicco in Microsoft, dove ha guidato per oltre un decennio le politiche europee, e con un passato in Nokia, Rollison si unirà al team di relazioni esterne di Bruxelles.
Il suo compito sarà quello di navigare tra le normative comunitarie sempre più stringenti, portando in dote una conoscenza profonda dei meccanismi di Bruxelles che si rivelerà fondamentale per proteggere gli interessi del colosso coreano in settori chiave come l’intelligenza artificiale, il cloud computing e la sicurezza informatica.
La mossa arriva in un momento delicatissimo segnato dall’entrata in vigore del Digital Markets Act, la legge che classifica le grandi aziende tecnologiche come “gatekeeper” o guardiani dell’accesso digitale. Questa etichetta viene assegnata a chi detiene una posizione di dominio tale da poter influenzare il mercato, agendo da collo di bottiglia tra le imprese e i consumatori finali.
Essere designati come gatekeeper comporta obblighi pesantissimi, come garantire la piena interoperabilità dei servizi, condividere dati con i concorrenti e il divieto assoluto di favorire i propri prodotti rispetto a quelli di terze parti, pena sanzioni miliardarie che possono raggiungere il 10% del fatturato globale.

Samsung si trova in una posizione unica rispetto ai suoi rivali storici come Apple, Google e Amazon, essendo riuscita a schivare per un soffio la classificazione di gatekeeper per i suoi servizi, come il browser internet. Questo le permette di operare con una libertà maggiore, ma il confine è sottile e la vigilanza delle autorità europee resta altissima.
L’arrivo di una figura esperta come Rollison serve proprio a mantenere questo delicato equilibrio e ad assicurare che le future strategie aziendali rimangano conformi alle regole senza incappare nelle restrizioni che stanno già imbrigliando i concorrenti della Silicon Valley.


