Federighi scettico sull’IA: Niente modifiche automatiche alla schermata home dell’iPhone

Federighi scettico sull’IA: Niente modifiche automatiche alla schermata home dell’iPhone

schermata home dell'iPhone

Pare che Craig Federighi abbia bocciato personalmente una funzionalità basata sull’intelligenza artificiale pensata per ridisegnare dinamicamente la schermata home dell’iPhone. Gli ingegneri avevano proposto un sistema capace di modificare il layout delle app e dei widget in base alle abitudini e al contesto dell’utente, ma il vicepresidente del software ha ritenuto che una simile imprevedibilità avrebbe finito per disorientare le persone abituate alla memoria muscolare per trovare le proprie applicazioni (siamo d’accordo NdR).

La sua visione conservatrice predilige interfacce stabili e comportamenti certi rispetto ad algoritmi che cambiano continuamente l’aspetto del dispositivo senza un controllo diretto da parte del proprietario.

Il rifiuto di modificare in modo autonomo la schermata home dell’iPhone non è un caso isolato ma rispecchia lo scetticismo iniziale del dirigente verso l’IA generativa, superato solo dopo aver testato personalmente ChatGPT verso la fine del 2022. Il report descrive Federighi come un manager estremamente attento ai costi che controlla minuziosamente le spese del team fino al budget per gli snack in ufficio e che ha esitato a lungo prima di investire in progetti dal ritorno economico incerto. Questa prudenza fiscale si estende anche agli stipendi dei nuovi talenti dell’IA poiché Federighi mal digerisce l’idea di dover pagare i ricercatori cifre superiori a quelle del team esecutivo storico di Apple.

Nonostante la bocciatura del progetto per la schermata home dell’iPhone, Federighi ha assunto il comando della divisione IA e ha ora il compito di recuperare il terreno perduto integrando anche tecnologie esterne come quelle di Google. La sua leadership viene vista con sentimenti contrastanti all’interno dell’azienda, dove figure chiave come Mike Rockwell considerano il suo approccio allo sviluppo software troppo conservatore per le sfide attuali del mercato.

La strategia futura di Apple dipenderà quindi dalla capacità di Federighi di bilanciare la sua natura cauta con la necessità impellente di innovare un sistema operativo che deve competere con rivali sempre più aggressivi sul fronte dell’intelligenza artificiale.

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