In queste ore, i principali network televisivi europei hanno unito le forze per chiedere all’Unione Europea una severa regolamentazione per Apple TV e Siri. L’associazione che rappresenta colossi dell’intrattenimento come Disney, Warner Bros e Mediaset si è rivolta direttamente alla Commissione per estendere le rigide norme sui mercati digitali anche agli apparecchi da TV e agli assistenti vocali.
Secondo questi gruppi, le grandi piattaforme stanno accumulando un potere eccessivo, che permette loro di controllare l’accesso ai contenuti e di influenzare le scelte di milioni di spettatori. Inserendo Apple TV e Siri nella lista dei servizi dominanti da tenere sotto stretto controllo, i broadcaster sperano di garantire un mercato più equo e competitivo per tutti gli operatori del settore. Certo.
Guardando alle motivazioni di questa protesta, le emittenti sostengono che l’azienda di Cupertino e gli altri giganti del web abbiano tutto l’interesse a trattenere gli utenti all’interno dei propri ecosistemi chiusi. Questa pratica limita di fatto la libertà di navigazione verso piattaforme concorrenti, e replica i problemi di monopolio già riscontrati con gli store di applicazioni digitali.
Oltre agli schermi domestici, il mirino delle aziende televisive si concentra sui sistemi basati sull’intelligenza artificiale, che al momento godono di un totale vuoto normativo.
Per questo motivo, una supervisione ufficiale su Apple TV e Siri viene ritenuta assolutamente necessaria per evitare che le voci virtuali e i cruscotti multimediali delle auto dettino legge su quali notizie o programmi mostrare al pubblico in futuro.


