Perplexity ha lanciato ufficialmente Personal Computer, un’espansione del suo sistema di intelligenza artificiale che trasforma il Mac in un vero e proprio collaboratore digitale autonomo. A differenza dei classici chatbot che si limitano a rispondere a delle domande all’interno di una finestra chiusa, questo software agisce come un direttore d’orchestra capace di interagire direttamente con i file locali, le applicazioni native e il web per completare flussi di lavoro complessi.
Dopo una fase di attesa riservata a pochi, il sistema è ora disponibile per tutti gli abbonati a Perplexity Max, e gli utenti che lo installano possono ora attivare il sistema premendo contemporaneamente i due tasti Command sulla tastiera per impartire istruzioni sia testuali che vocali, e per delegare compiti che prima richiedevano “ore di fatica manuale”.

Il software ha la capacità di vedere ciò che accade sullo schermo e comprende il contesto operativo, fatto che gli permette di muoversi tra le diverse interfacce proprio come farebbe un essere umano, ma con la velocità e la precisione garantite dal calcolo algoritmico.
Per ottenere il massimo delle prestazioni, l’azienda consiglia di utilizzare Personal Computer su un Mac mini, che rappresenta la macchina ideale per mantenere l’agente attivo ventiquattr’ore su ventiquattro in modo persistente e sicuro. Grazie a questa configurazione, l’utente ha la possibilità di avviare delle attività articolate dal proprio iPhone mentre si trova in movimento, e può lasciare che il computer gestisca l’esecuzione a casa o in ufficio senza dover rimanere seduto davanti alla scrivania.
Le possibilità pratiche sono moltissime: si può chiedere all’intelligenza artificiale di organizzare una cartella di download disordinata creando una struttura logica, oppure di leggere una lista di impegni nell’app Note e portarli a termine uno per uno, scrivendo email o cercando informazioni specifiche online.
Poiché il sistema può creare dei team di agenti virtuali che attingono a oltre venti modelli linguistici differenti, la capacità di risoluzione dei problemi diventa estremamente elevata e si adatta a ogni tipo di necessità professionale o quotidiana.
Sebbene venga concessa una grande autonomia, la sicurezza rimane un pilastro fondamentale dell’esperienza offerta da Personal Computer, poiché ogni azione compiuta dal software avviene all’interno di un ambiente isolato e protetto che salvaguarda la privacy dei dati. Gli utenti mantengono il controllo totale sul processo, e hanno la possibilità di verificare ogni singolo passaggio, annullare le operazioni o attivare un comando di arresto immediato in caso di comportamenti imprevisti.


Come obbiettivo, Personal Computer, non ha quello di sostituire l’operatore, ma di fornirgli un team di assistenti digitali che operano sotto la sua supervisione in modo trasparente e verificabile.
Per assurdo, “grazie” all’evidentemente lagunoso sistema che delinea chi è un Gatekeeper e chi no, in Europa possiamo avere Personal Computer, ma non Personal Intelligence.
Al momento, come detto, l’accesso a questa tecnologia è riservato esclusivamente agli abbonati al piano Perplexity Max, un servizio premium dal costo di 200 dollari mensili che permette di trasformare il dispositivo da semplice strumento passivo a un orchestratore proattivo e intelligente.


