Dopo anni di attesa e innumerevoli posticipi, Pragmata (pronunciato Pràgmata) è finalmente arrivato sui nostri schermi. Il nuovo e ambizioso titolo sviluppato da Capcom ha vissuto una fase di produzione decisamente turbolenta, segnata da continui rimandi e da lunghe fasi di silenzio stampa che avevano preoccupato non poco la community dei videogiocatori.
Molti temevano che il progetto potesse non vedere mai la luce del sole, o che le innumerevoli promesse fatte durante la presentazione originale non venissero mantenute in fase di rilascio. Con grande sollievo, l’azienda nipponica ha tenuto duro e ha consegnato al mercato un’opera che, da una prima occhiata, si dimostra solida, matura e curata fin dai primissimi istanti di avvio.
In questo momento, siamo immersi nel mondo di gioco da qualche ora, e ci teniamo a precisare che questo articolo non rappresenta una recensione completa di tutto ciò che il prodotto ha da offrire. Si tratta piuttosto di una raccolta di commenti a caldo e di prime impressioni su un titolo che ci sta positivamente stupendo su tutta la linea.
Potete procedere con la lettura in totale serenità, poiché l’intera disamina è rigorosamente priva di spoiler. Ci limiteremo a fare qualche rapido accenno alla premessa narrativa di base e ad analizzare i sistemi di combattimento e di gestione della base, che sono meccaniche ampiamente illustrate durante la prima ora di esplorazione.
Anche le immagini che accompagnano questo articolo mostrano esclusivamente le fasi iniziali, e si fermano tassativamente all’incontro con il primo vero boss dell’avventura.

Una storia che si fa interessante
Il viaggio narrativo di Pragmata ci trasporta in un futuro affascinante e misterioso, e ci porta direttamente sulla superficie desolata di una colonia lunare in rovina. Il protagonista di questa complessa odissea spaziale è Hugh, un esploratore pesantemente corazzato che giunge sul nostro satellite con una missione di vitale importanza. Per preservare intatto il vostro gusto per la sorpresa, scegliamo volutamente di non svelare i dettagli esatti del suo misterioso incarico originario.
Le poche certezze dell’uomo crollano in fretta a seguito di un catastrofico e spettacolare incidente imprevisto. A causa di un improvviso crollo strutturale, il pavimento sotto i piedi del nostro eroe cede di schianto, e lo catapulta violentemente in caduta libera per diversi piani della struttura. Proprio in questa situazione di pericolo estremo, Hugh viene miracolosamente salvato dall’intervento provvidenziale di Diana.


L’aspetto dolce e infantile della piccola salvatrice nasconde in realtà una natura artificiale di altissimo livello. Diana è infatti un robot estremamente sofisticato, che si trova sulla Luna per un motivo che il giocatore scoprirà nel corso dell’avventura. Da questo inaspettato salvataggio, ha inizio il loro lungo viaggio in coppia per la sopravvivenza. I due protagonisti affrontano le innumerevoli insidie della stazione spaziale e fondono insieme due approcci alla battaglia del tutto complementari.
Hugh garantisce la pura forza bruta e l’assoluta potenza di fuoco, e si occupa di soverchiare fisicamente i nemici. Diana, al contrario, compensa la mancanza di muscoli con le sue incredibili capacità di hacking.
Le abilità informatiche della ragazzina diventano subito indispensabili per superare i blocchi di sicurezza, per decodificare i terminali isolati e per manipolare a proprio vantaggio la tecnologia avversaria.

Un sistema di combattimento unico
Il sistema di combattimento di Pragmata mescola sapientemente l’azione frenetica in terza persona con una forte componente tattica legata alla cooperazione tra i due protagonisti.
Da una parte, il giocatore controlla in modo diretto i movimenti pesanti e gli assalti letali di Hugh, che sfrutta un vasto arsenale di armi da fuoco e attacchi fisici devastanti grazie alla sua imponente tuta. Dall’altra parte, Diana agisce come un fondamentale e insostituibile supporto attivo sul campo di battaglia. Tramite la semplice pressione di un tasto, è possibile ordinare alla ragazzina di lanciare ologrammi difensivi, paralizzare i nemici con impulsi elettromagnetici o creare barriere temporanee, oltre che indebolire il nemico.
Per ampliare e migliorare queste abilità cibernetiche, l’esplorazione attenta degli ambienti consente di raccogliere specifici potenziamenti sparsi per i livelli. Questi preziosi aggiornamenti aumentano in modo esponenziale le capacità offensive e difensive di Diana, ma occupano uno spazio estremamente limitato all’interno dell’inventario, e costringono l’utente a scegliere con grande cura quale modulo equipaggiare in base alla missione.

Nonostante la presenza di innumerevoli elementi a schermo e una forte sinergia da gestire di continuo, l’impostazione generale degli scontri abbraccia una natura fortemente arcade e immediata. A una prima e superficiale occhiata esterna, l’azione caotica e ricca di effetti particellari può sembrare inutilmente complicata e difficile da padroneggiare. Nella pratica, con il controller o il mouse tra le mani, la gestione coordinata dei due personaggi si rivela invece molto semplice da attuare, e i comandi rispondono in modo sempre fluido e reattivo.
Questa perfetta calibrazione del sistema di controllo trasforma ogni singola sparatoria in una vera e propria danza distruttiva, e rende il titolo dannatamente divertente in ogni singolo frangente.
Nelle scorse settimane, sono emerse numerose controversie in rete e sui forum di discussione riguardo proprio alla supposta legnosità o confusione delle meccaniche di scontro. Dopo aver testato l’azione in prima persona, possiamo affermare con assoluta certezza che queste critiche preventive sono state dettate dal fatto di non aver provato il titolo in prima persona.
Il peculiare e innovativo sistema ideato dagli sviluppatori si dimostra decisamente più facile e naturale da mettere in atto che da guardare in un semplice video promozionale. Alla luce delle nostre primissime ore di esplorazione, il bilanciamento tra pura azione e strategia di posizionamento funziona a meraviglia, e per ora ci sentiamo di promuoverlo senza alcuna riserva.

Una culla in cui rifugiarsi
La Culla rappresenta il cuore pulsante dell’intera esperienza, e funge da rifugio centrale dove i due compagni di viaggio possono riposare e organizzarsi tra uno scontro e l’altro. Questa area sicura della colonia lunare funge da hub centrale e permette di spendere quelli che sono i “punti” che si trovano in giro, per effettuare upgrade.
Chi esamina con attenzione l’ambiente circostante durante le missioni e risolve gli enigmi proposti, riesce a recuperare i preziosi componenti di potenziamento sparsi per la mappa. Questi speciali materiali si rivelano assolutamente necessari per aggiornare la resistenza della tuta di Hugh, per incrementare i danni delle armi da fuoco e per ampliare in modo netto le capacità cibernetiche di Diana.
In aggiunta alle risorse primarie, il titolo incoraggia l’utente a cercare una vasta gamma di collezionabili nascosti. Tra i segreti più affascinanti da scovare, spiccano senza dubbio alcuni cimeli virtuali, ossia delle memorie della Terra. Quando si riportano questi particolari oggetti all’interno della Culla, si innescano i momenti narrativi più dolci e intimi della produzione.

Grazie a questi frammenti di codice, il giocatore genera degli ologrammi interattivi di oggetti comuni, e li sfrutta per raccontare a Diana come funziona il nostro mondo e per mostrarle le innumerevoli meraviglie di un pianeta che lei non ha mai potuto ammirare di persona.
La preparazione tattica e i rari momenti di tenerezza non esauriscono affatto le funzioni di questa zona franca. All’interno della base, è infatti presente un collegamento diretto a quello che viene definito il Tram, che si configura come mezzo di trasporto in grado di viaggiare tra i punti nevralgici della stazione.
Tramite questo rapido snodo, i giocatori selezionano la destinazione della loro prossima missione e scelgono il punto di infiltrazione ideale per proseguire nella storia.
Prima di salire a bordo dei vagoni e lanciarsi a capofitto nel pericolo, il terminale di trasporto autorizza una revisione completa dell’arsenale, in modo da poter affrontare al meglio le specifiche minacce che popolano il settore di destinazione.



Il nostro giudizio temporaneo
Pragmata si sta rivelando un titolo molto particolare, profondamente diverso dalle solite produzioni che affollano il mercato moderno, e nasconde dentro di sé un vero e proprio grande tesoro di meccaniche e di narrativa. Il divertimento pad alla mano è assolutamente assicurato fin dalle prime battute, così come i momenti di fortissima tensione esplorativa.
I boss che chiudono le prime sezioni di gioco si sono dimostrati nemici unici, molto articolati nelle loro sequenze di attacco e dannatamente divertenti da affrontare. Al centro di questo vortice di azione emerge la figura di Diana, che sprigiona una dolcezza davvero unica. La piccola robot si conferma un compagno semplicemente perfetto per l’avventura di Hugh e, cosa fondamentale, non risulta mai petulante o fastidiosa durante le fasi esplorative, difetto che purtroppo si riscontra troppo spesso nei companion controllati dall’intelligenza artificiale presenti in altri celebri videogiochi.

Uno dei grandi pregi che vogliamo evidenziare in questa produzione, e che eleva ulteriormente la qualità generale del pacchetto, è la cura estrema riposta nell’adattamento. Capcom ci ha fatto l’enorme regalo di realizzare un gioco completamente e ottimamente doppiato in italiano. Ci teniamo a sottolineare con forza questo specifico dettaglio perché, negli ultimi anni dell’industria videoludica, questa pratica rappresenta sempre più una sgradita rarità.
Sebbene siamo ancora ben lontani dall’aver completato l’intera avventura spaziale e non possiamo quindi emettere un giudizio finale con tanto di voto, ci sentiamo già di raccomandare Pragmata a tutti gli appassionati. La sua totale unicità strutturale, la comodità della lingua italiana, i protagonisti a cui ci si affeziona in maniera molto veloce e le meccaniche di gioco altamente innovative e peculiari, rendono quest’opera un gioiello da non farsi sfuggire.
Per dovere di cronaca e per chiudere queste nostre primissime impressioni, precisiamo che abbiamo testato e provato Pragmata su una potente configurazione PC, e graficamente ci teniamo a dire fa una gran bella figura.
Il titolo di Capcom non si limita però ai soli giocatori armati di mouse e tastiera, ma è attualmente disponibile per l’acquisto anche sulle console di nuova generazione, ovvero su PlayStation 5 e su tutta la famiglia Xbox Series X e Series S, nonché su Nintendo Switch 2.


