Una piccola startup americana ha recentemente avviato una battaglia legale per ottenere il blocco dei pieghevoli Samsung nel mercato degli Stati Uniti, e ha accusato il colosso coreano di aver sottratto tecnologie proprietarie per la realizzazione della gamma Galaxy Z. La società Lepton Computing LLC ha infatti depositato una denuncia presso il tribunale del distretto orientale del Texas, in cui sostiene che i modelli Fold, Flip e TriFold violino ben nove brevetti fondamentali legati alla struttura degli schermi flessibili.
Secondo quanto dichiarato dall’accusa, il fondatore della startup avrebbe incontrato i vertici dell’azienda già nel 2013 per mostrare prototipi e dettagli tecnici riservati, che sarebbero stati successivamente utilizzati senza autorizzazione per lanciare i dispositivi che oggi dominano il settore.
La richiesta per il blocco dei pieghevoli Samsung poggia su basi legali che la difesa cercherà di smantellare analizzando le date di registrazione dei brevetti, i quali risultano depositati ufficialmente solo nel 2021. Poiché il primo Galaxy Fold è arrivato sul mercato nel 2019, la società coreana potrebbe sostenere che la tecnologia fosse già di dominio pubblico o di propria invenzione al momento del lancio commerciale.
La startup controbatte che la priorità delle proprie invenzioni risalga a domande di deposito effettuate nel 2010, un dettaglio che potrebbe trasformare la causa in un lungo scontro processuale capace di minare la stabilità commerciale dei terminali coreani.
Anche se una decisione definitiva non è attesa a breve, la pressione mediatica legata al possibile blocco dei pieghevoli Samsung costringerà i legali di Seul a una difesa molto aggressiva per evitare sanzioni o il pagamento di pesanti royalty.


