Le azioni Intel sono schizzate in alto, e indovinate perché? Esatto: basta che Apple venga accostata anche solo lontanamente a un possibile accordo sui chip e Wall Street inizia a vedere unicorni, wafer di silicio e futuri miliardari dietro ogni angolo.
Stando a quanto riportato da Bloomberg, Apple starebbe valutando Intel e Samsung Electronics come possibili partner produttivi per alcuni chip futuri, in modo da ridurre la dipendenza quasi totale da TSMC. Non c’è ancora un accordo, non c’è una conferma definitiva e Apple potrebbe anche decidere di non procedere, ma al mercato è bastata questa ipotesi per spingere Intel a un balzo di circa il 13%.
Il movimento non nasce dal nulla. Le azioni Intel sono già protagoniste di una rimonta impressionante, sostenuta dal nuovo corso guidato da Lip-Bu Tan, dalla spinta del governo statunitense e dal rinnovato interesse verso la produzione interna di semiconduttori. Dopo anni complicati, ritardi, roadmap mancate e la dolorosa separazione dai Mac, Intel prova a raccontare una storia completamente diversa: non più soltanto produttore di CPU, ma fonderia capace di convincere clienti enormi come Apple, Nvidia e altri giganti del settore.
Se Apple dovesse davvero affidarle anche solo una parte della produzione, sarebbe una vittoria simbolica enorme.
Naturalmente, siamo ancora nella fase delle esplorazioni e delle valutazioni, non in quella delle firme. Apple ha bisogno di affidabilità assoluta, volumi enormi e processi produttivi impeccabili, e proprio qui Intel dovrà dimostrare di essere tornata davvero competitiva. Il mercato, però, ha già scelto di crederci almeno per un giorno: le azioni Intel hanno toccato nuovi massimi e la capitalizzazione dell’azienda è arrivata a livelli record.
Tutto per una possibilità , certo, ma nel mondo dei chip una possibilità con il nome Apple sopra pesa più di molti contratti già firmati.


