Google ha lanciato il nuovo Fitbit Air, un wearable che segna una svolta netta per la linea fitness dell’azienda: niente schermo, niente pulsanti laterali, niente distrazioni. A prima vista sembra quasi più vicino a un Whoop che a un classico Fitbit, perché il suo compito non è mostrare notifiche o metriche in tempo reale, ma raccogliere dati in modo continuo e discreto. Il prezzo italiano è di 99,99 euro, lo stesso territorio dei fitness tracker più accessibili, ma con un approccio molto diverso: meno interazione al polso, più analisi nell’app.
Google descrive Fitbit Air come il suo dispositivo più minimale di sempre. Il tracker ha una forma ovale, è più leggero del vecchio Fitbit Luxe e può essere inserito in diversi cinturini. Ci sono Performance Loop in materiali riciclati, Active Band in silicone per allenamenti e sudore, ed Elevated Modern Band per chi vuole un look più elegante.
Per il lancio è prevista anche una versione speciale legata a Stephen Curry, che ha collaborato con Google come consulente per la parte performance di Health Coach.

La parte più interessante è dentro l’app, non sul polso. Fitbit Air registra passi, distanza, calorie, battito cardiaco 24/7, variabilità della frequenza cardiaca, temperatura, Cardio Load settimanale e Daily Readiness. Supporta anche notifiche per ritmo cardiaco irregolare, valori troppo alti o troppo bassi e monitoraggio avanzato del sonno.
Google afferma che il nuovo sistema, potenziato da Gemini, migliora del 15% la precisione nel riconoscere interruzioni, pisolini e passaggi tra le varie fasi del riposo. Presente anche Smart Wake, pensato per svegliare l’utente nel momento più adatto del ciclo del sonno.
Il punto chiave è Google Health, il nuovo centro dell’esperienza fitness di Big G. L’app sarà disponibile dal 19 maggio su Android e iOS, mentre Fitbit Air arriverà il 26 maggio con preordini già aperti.
Le funzioni base restano gratuite, ma Health Coach e i piani adattivi richiedono Google Health Premium, con tre mesi inclusi nell’acquisto del dispositivo.
In pratica, Google prova a costruire un ecosistema dove il wearable è solo il sensore, mentre la vera intelligenza sta nel software: una scelta interessante per chi vuole monitorare la salute senza portare al polso un altro schermo.


