Un recente aggiornamento legato al sistema anti-cheat Vanguard di Riot Games ha scatenato un enorme polverone all’interno della community globale di Valorant, il quale ha alimentato il timore infondato che il software potesse danneggiare irreparabilmente i computer degli utenti. Il panico di massa si è diffuso rapidamente in rete a causa di un post ironico pubblicato dagli stessi sviluppatori sulla piattaforma X, nel quale si congratulavano con i cheater per aver ottenuto un costoso fermacarte da seimila dollari.
Questa dichiarazione provocatoria, accompagnata dalla foto di decine di componenti hardware sequestrati, ha spinto molti appassionati a credere che il programma stesse bloccando i PC dei normali giocatori, una tesi che ha generato accese discussioni sui forum specializzati e sulle piattaforme social.
congrats to the owners of a brand new $6k paperweight https://t.co/3rjZVQntrc pic.twitter.com/fS3JC0FL0p
— Riot Games (@riotgames) May 21, 2026
Per fare chiarezza sulla reale natura dell’intervento tecnico, lo studio di sviluppo ha dovuto pubblicare un lungo comunicato ufficiale che smentisce in modo categorico qualsiasi danno ai componenti fisici delle macchine legittime. Il nuovo modulo del Vanguard di Riot prende di mira esclusivamente i dispositivi DMA, ovvero particolari schede hardware a cui i malintenzionati si affidano per leggere la memoria di sistema ed eludere le protezioni standard senza passare dal processore.
L’aggiornamento agisce a livello firmware attraverso l’unità di gestione della memoria IOMMU della scheda madre, una manovra che disabilita i driver contraffatti che simulano il funzionamento di normali unità di archiviazione SATA o NVMe.
L’effetto di questo blocco si traduce in una sorta di disattivazione temporanea della periferica illecita, la quale cessa di comunicare con il sistema operativo persino dopo aver disinstallato lo sparatutto tattico. L’unico metodo conosciuto per ripristinare il corretto dialogo tra la scheda modificata e il computer consiste in una reinstallazione completa del sistema operativo, una procedura che azzera le restrizioni imposte dall’anti-cheat sulla configurazione corrente. Di conseguenza, l’azione del Vanguard di Riot non tocca in alcun modo l’integrità dei PC dei giocatori onesti, i quali non possiedono questi costosi e specifici strumenti di manomissione all’interno dei propri alloggiamenti PCIe.

Nonostante la smentita ufficiale dell’azienda, l’episodio ha riacceso l’antico dibattito sull’invasività dei software di sicurezza che operano al livello più profondo del sistema operativo, noto comunemente come Ring 0 o livello kernel. Molti esperti di sicurezza informatica esprimono perplessità di fronte a applicativi commerciali che possiedono l’autorità di modificare le modalità di interfacciamento delle periferiche esterne, un potere che solleva il rischio di potenziali falsi positivi capaci di compromettere l’uso di componenti hardware del tutto legittimi.
Dall’altro lato della barricata, la stragrande maggioranza della community approva la linea dura adottata dal team di sviluppo, poiché ritiene necessaria ogni misura restrittiva per salvaguardare la regolarità delle competizioni classificate e debellare una piaga commerciale che danneggia l’esperienza ludica complessiva.
Well, that escalated quickly.
— Riot Games (@riotgames) May 22, 2026
There’s been a wave of claims by cheaters about Vanguard “bricking” their PCs, so let’s clear that up: Vanguard does not damage hardware or disable your devices.
The photo we posted is a picture of cheat hardware devices that are sold explicitly… https://t.co/dXb75Z91k9
In conclusione, la controversia legata alle sorti dei dispositivi DMA testimonia la complessa evoluzione della guerra tecnologica tra i creatori di trucchi e gli sviluppatori di videogiochi competitivi. La mossa drastica intrapresa dall’azienda dimostra l’intenzione di non concedere alcuna tregua a chi altera le regole, una decisione che sposta il campo di battaglia direttamente sul piano dell’infrastruttura hardware.
I videogiocatori che affrontano le sfide di Valorant in modo pulito possono continuare ad avviare le proprie sessioni senza alcun timore, dato che l’integrità dei loro sistemi desktop non correrà alcun pericolo a causa delle nuove barriere digitali.


