Diciamocelo: nessuno di noi avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che un giorno avremmo potuto tenere in mano un telefono con il marchio Commodore. Eppure eccoci qui.
Il Commodore Callback 8020 è un flip phone, sì, un telefono a conchiglia, come quelli che ci facevano sentire spie internazionali alle medie, e che arriva nel 2026 a prometterci la salvezza dal doomscrolling. Per quelli della mia generazione, cresciuti davanti a quel mattone beige che si chiamava Commodore 64, leggere questa notizia ha prodotto un cortocircuito emotivo non indifferente: lacrimuccia di nostalgia da una parte, sincera confusione dall’altra.
Il C64 era una macchina che ti chiedeva impegno. Caricavi un gioco con il registratore a cassette, aspettavi dieci minuti ascoltando lo stridore dei dati, e pregavi che non si bloccasse tutto a metà. Era tecnologia che resisteva, che ti insegnava la pazienza. E il Callback 8020, in fondo, porta avanti quella filosofia per vie traverse: niente social media, niente browser, niente email. Blocchi tutto a livello di sistema, con una tecnologia brevettata, come se qualcuno ti dicesse “no, il gioco non si carica, vai fuori a giocare”.
C’è qualcosa di poeticamente coerente in questo.



Certo, il marketing della nostalgia fa quello che deve. Tra i colori disponibili troviamo il BASIC Beige e ProtoPET White, un omaggio diretto al Commodore PET, il predecessore del C64, e il modello più caro ha un bottone placcato in oro 24 carati. Commodore sa benissimo a chi sta parlando: a quelli che hanno una certa età, che hanno visto nascere l’era digitale e ora la guardano con un misto di affetto e stanchezza.
Il telefono gira su Sailfish OS, un sistema Linux costruito da ex dipendenti Nokia, ed è completamente senza Google, altra cosa che ai veterani del C64, cresciuti con l’idea del “software libero” come valore fondante, non dispiacerà affatto.
Alla fine, il Callback 8020 parte da 500 dollari e arriverà presumibilmente nel quarto trimestre del 2026. È un prodotto di nicchia, chiaramente, pensato per chi ha già fatto i conti con la propria dipendenza dallo schermo e vuole uno strumento che li aiuti a staccarsene.
Funzionerà? Non lo sappiamo. Ma c’è qualcosa di genuinamente commovente nel fatto che il marchio che ci ha insegnato a scrivere le prime righe di codice in BASIC oggi voglia insegnarci a rimettere giù il telefono.


Il Commodore 64 ci ha portati dentro il mondo digitale. Il Callback 8020 vuole riportarci fuori. La storia fa dei giri enormi.


