Gli aumenti di prezzo previsti nel mondo degli smartphone potrebbero arrivare prima di quanto chiunque si aspettasse, e non solo sull’iPhone 18. Stando alle discussioni online, Apple potrebbe alzare i prezzi della gamma iPhone 17 già questo mese, molto prima del lancio della prossima generazione. La dichiarazione che ha acceso questa speculazione è quella di Tim Cook al Wall Street Journal la settimana scorsa: Apple non riesce più ad assorbire l’aumento dei costi di memoria e storage, spinti dalla domanda di chip da parte delle aziende AI e neocloud impegnate a costruire data center.
Cook ha paragonato la carenza a un’inondazione centenaria, qualcosa che dice di non aver mai visto in oltre quarant’anni di carriera. Samsung, Microsoft, Sony e Dell hanno già ritoccato i listini. Per Mark Gurman di Bloomberg, il tempismo delle parole di Cook suggerisce che il rincaro per Apple sia “imminente”, e potrebbe arrivare in concomitanza con la promozione Back to School, di solito annunciata 8-10 giorni dopo il keynote del WWDC.
Il punto centrale, però, è che questi aumenti non riguarderebbero solo i futuri modelli. Gurman è chiaro su questo: non si tratta di “una cosa da aspettarci in autunno”. Il leaker Ice Universe ha confermato lo stesso scenario nel weekend, sostenendo che i prezzi della lineup flagship attuale potrebbero salire ancora prima del lancio dell’iPhone 18 Pro a settembre. Significa che chi ancora non possiede un iPhone 17, un iPhone Air o un iPhone 17 Pro non è affatto al sicuro solo perché il modello non è di ultima generazione. I listini attuali, da 599 dollari per l’iPhone 17e fino a 1.199 per il Pro Max, potrebbero cambiare nel giro di settimane, non di mesi. Per chi sta pensando di comprare un iPhone già in vendita aspettandosi prezzi stabili, la finestra potrebbe chiudersi molto prima del previsto.
Vale la pena guardare a questa dinamica con uno sguardo più ampio, perché Apple non sta inventando nulla di nuovo nel modo in cui reagisce alla scarsità di componenti. Le console da gaming, storicamente, hanno sempre seguito una traiettoria opposta a quella che ci si aspetterebbe: invece di scendere di prezzo nel tempo, come accadeva decenni fa, negli ultimi anni PlayStation e Xbox hanno visto rincari anche dopo il lancio, proprio a causa di shock sui costi dei componenti.
La crisi delle memorie che sta colpendo Apple è lo stesso tipo di pressione che ha già toccato altri settori hardware, e il pattern sembra ripetersi: quando il costo dei chip sale, nessun prodotto sul mercato resta davvero “vecchio” abbastanza da essere immune.
Il Wall Street Journal stima che l’iPhone 18 Pro possa arrivare a costare fino a 1.399 dollari, ma se la gamma 17 si muove prima, il vero discorso da fare riguarda l’intero catalogo Apple, iPad e Mac compresi, non un singolo modello futuro.


