“No disc, no buy”: i fan PlayStation non si arrendono sulla questione dischi

“No disc, no buy”: i fan PlayStation non si arrendono sulla questione dischi

Playstation

È passata più di una settimana dall’annuncio che ha scatenato uno dei malumori più intensi mai visti nella community PlayStation: lo stop alla produzione di supporti fisici a partire dal 2028.

Dopo la comunicazione iniziale, Sony è rimasta in silenzio per cinque giorni consecutivi, salvo poi tornare sui social con un post promozionale per il FlexStrike, il nuovo stick da combattimento per picchiaduro, una mossa di marketing quantomeno fuori tempo che non ha fatto altro che alimentare il malcontento generale. Da allora l’azienda ha ripreso il proprio calendario di pubblicazioni ordinario, ma i giocatori non hanno intenzione di lasciar cadere l’argomento, e lo stanno dimostrando sotto ogni singolo post pubblicato dal profilo ufficiale.

Il fenomeno più interessante riguarda l’uso della funzione Community Notes di X, trasformata dagli utenti in uno strumento di protesta organizzata. Praticamente ogni pubblicazione PlayStation si ritrova ora corredata da note contestuali create dalla community, pensate per evidenziare le conseguenze negative della scelta aziendale. Su un post che promuoveva la lineup di luglio per PS Plus, una nota molto visibile segnalava come i giochi digitali nell’ecosistema PlayStation sollevino “preoccupazioni riguardo ai diritti dei consumatori”, dato che Sony può revocare l’accesso in qualsiasi momento, aggiungendo che l’eliminazione del formato fisico “crea di fatto un monopolio“. Altri post, come quello dedicato al titolo in arrivo The Blood of Dawnwalker, sono stati etichettati con veri e propri avvisi d’acquisto, che parlano di instabilità aziendale legata alla scarsa affidabilità delle librerie digitali.

Chi segue con attenzione il profilo ufficiale noterà che queste note oscillano costantemente, comparendo e sparendo nell’arco della giornata mentre l’algoritmo di X elabora le valutazioni degli utenti. Ma l’aspetto più curioso di questa protesta digitale è la costanza con cui i giocatori tornano sugli stessi post nel momento esatto in cui una nota viene rimossa, coordinandosi per inviarne di nuove sullo stesso argomento. Oltre alle note, i fan stanno letteralmente dominando gli spazi commenti: quasi ogni tweet mostra un numero di risposte nettamente superiore rispetto a like e retweet, con una media che supera i 10.000 commenti arrabbiati per post, un ritmo che non accenna a rallentare.

La creatività della community non si limita ai commenti testuali. Slogan come “no disc, no buy” continuano a circolare in modo virale, mentre altri utenti hanno pubblicato fotografie delle proprie collezioni fisiche disposte sugli scaffali in modo da comporre parole tutt’altro che lusinghiere nei confronti del management aziendale.

Alcuni si sono divertiti a ribaltare gli storici slogan PlayStation in chiave ironica, con frasi come “Greed has no limits” al posto del celebre “Play has no limits”.

Per ora Sony continua a portare avanti il proprio calendario di marketing già pianificato, scegliendo di ignorare l’argomento scomodo, ma con i commenti che non danno segni di raffreddarsi, appare chiaro che la pubblicità ordinaria non basterà a spazzare sotto il tappeto questo dibattito sulla transizione al digitale.

Dal canto nostro, possiamo dirvi che ormai siamo andati all digital dai tempi del Nintendo DSi, ma comprendiamo assolutamente l’assoluta rabbia che si sta scatenando in rete, e la supportiamo appieno.

Una domanda, però, ci sorge spontanea: i dischi, oggi, possono venderli tutti, dagli store online ai negozi del quartiere. Una volta che Playstation andrà solo in digitale, obbligando gli utenti a comprare dal Playstation Store, senza dare possibilità di concorrenza ad altri, non diventerà mica Gatekeeper?

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