Il countdown è ormai agli sgoccioli: secondo quanto riportato da WinFuture, OnePlus annuncerà nei prossimi giorni il proprio ritiro definitivo dal mercato statunitense ed europeo. La fonte, che cita “persone bene informate”, parla di conferenze stampa a porte chiuse già avvenute, senza però che sia trapelata alcuna motivazione ufficiale dietro questa decisione. India e Cina, secondo quanto riportato, resterebbero fuori da questo scenario di chiusura.
I segnali di questa deriva si sono accumulati per mesi. Tutto era partito a inizio anno con un discusso report generato con l’ausilio dell’IA, privo di fonti verificabili, che ipotizzava già un ridimensionamento del brand: OnePlus lo aveva smentito, ma i sintomi di una crisi più profonda, frutto di anni di passi falsi e trascuratezza, erano evidenti. A marzo era stata la stessa 9to5Google a riportare la possibilità di un progressivo ritiro dai mercati globali, seguita poche settimane dopo dalla conferma ufficiale dell’azienda, che ammetteva di star “valutando” il proprio futuro in Europa, accompagnata da tagli al personale nella regione.
Da lì la situazione è precipitata: annunci di prodotto poco chiari destinati ai mercati internazionali, voci di fusione interna con Realme sotto l’ombrello di Oppo, e più di recente la scelta di reindirizzare esplicitamente i clienti verso i prodotti Oppo in diverse aree geografiche direttamente dal sito ufficiale del brand.
Persino il futuro di OxygenOS, il sistema operativo distintivo di OnePlus, sembra ormai segnato. Il report parla di “cambiamenti fondamentali” nella strategia complessiva di Oppo, ma il punto centrale resta uno solo: la fine di OnePlus come brand attivo sui mercati occidentali appare ormai imminente. E triste.


