Apple ha ritirato un cartellone pubblicitario apparso a Milano lungo via Melchiorre Gioia, parte della campagna “Relax, it’s iPhone”, pensata per mostrare quanto il dispositivo sia capace di resistere praticamente a tutto. L’immagine in questione ritraeva un bambino piccolo con in mano un iPhone Pro macchiato da qualcosa che sembrava cibo, accompagnata dallo slogan “Tutto ok, è iPhone”.
Poco dopo la comparsa del cartellone, un cittadino aveva presentato una segnalazione all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA), accusando la pubblicità di normalizzare quella che viene definita “baby-sitting elettronico”. L’AGIA ha girato la questione ad AGCOM, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e allo IAP, chiedendo una valutazione formale sul contenuto.

Prima ancora che arrivasse una decisione ufficiale da parte degli enti coinvolti, Apple ha scelto di rimuovere il cartellone sostituendolo con una nuova immagine, questa volta raffigurante semplicemente un iPhone caduto nella sabbia, senza alcun riferimento a bambini. L’azienda non ha rilasciato commenti sulla vicenda, ma la scelta di intervenire in anticipo lascia intendere la volontà di evitare ulteriori polemiche.
Tra le voci critiche più dirette c’è quella di Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, che ha definito il cartellone come una vera e propria provocazione rispetto a quanto la comunità scientifica cerca da tempo di comunicare sui rischi legati all’uso precoce di dispositivi digitali, ricordando come la Società Italiana di Pediatria raccomandi di non fornire smartphone per uso personale a bambini sotto i 13 anni.

Anche Andrea Canginik, direttrice dell’Osservatorio Carta, Penna e Digitale della Fondazione Luigi Einaudi di Roma, aveva pubblicamente criticato la pubblicità già a fine luglio, chiedendone la rimozione e definendola inappropriata. Guardando l’immagine originale insieme allo slogan, l’intento pubblicitario sembrava in realtà voler sottolineare la resistenza del dispositivo stesso, più che promuovere l’uso dello smartphone da parte di bambini piccoli, ma l’interpretazione del pubblico e delle autorità coinvolte è andata evidentemente in una direzione diversa, portando l’azienda di Cupertino a fare marcia indietro sulla scelta adottata per il mercato italiano.
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