My FanCam: il team di Samsung responsabile spiega come funziona

My FanCam: il team di Samsung responsabile spiega come funziona

My FanCam

Il team dietro My FanCam, la funzione che ha debuttato su Galaxy Z Fold8, Z Fold8 Ultra e Z Flip8 e arrivata poi anche sul Galaxy S26 FE, ha raccontato il processo creativo e tecnico dietro questo strumento. L’idea nasce da un’esigenza molto concreta nel mondo dei fan del K-pop, abituati da tempo a condividere video amatoriali dei propri concerti preferiti, ma finora costretti a un editing manuale piuttosto laborioso per isolare un singolo membro del gruppo sul palco.

My FanCam permette invece di ottenere lo stesso risultato con un solo tocco, seguendo automaticamente una persona selezionata mentre si sposta durante l’esibizione.

Il tracciamento di soggetti in movimento non è di per sé una novità tecnica, ma i metodi tradizionali soffrivano quando il soggetto veniva temporaneamente coperto da altre persone in scena, generando confusione nell’algoritmo. Samsung ha invece adottato un modello di IA capace di riconoscere gli individui e localizzarli con precisione all’interno dell’inquadratura, permettendo così di ricentrare il video mantenendo sempre la persona scelta al centro dell’inquadratura. Sunghwan Kim, del Multimedia Development Group di Samsung MX, ha spiegato come l’obiettivo della funzione fosse ridurre i tempi di attesa durante la modifica: dato che spesso gli utenti vogliono passare da una persona all’altra all’interno dello stesso video di gruppo, il team ha progettato il sistema per analizzare più soggetti contemporaneamente fin dal primo passaggio, evitando così una nuova elaborazione ogni volta che si cambia soggetto da seguire.

L’app permette inoltre di scegliere diversi formati per il video finale, dal classico 16:9 orizzontale al verticale 9:16 fino al formato quadrato 1:1, pensati per adattarsi ai diversi social network.

Sherry Hong, sempre del Multimedia Development Group, ha raccontato come il team abbia testato la funzione su un ampio ventaglio di scenari reali, recuperando vecchi video personali, dai filmati dei tempi universitari in un club di ballo fino a nuove riprese girate appositamente per l’occasione, come sessioni di arrampicata. Kim ha aggiunto che la sfida principale è stata elaborare interamente sul dispositivo i carichi di lavoro legati all’IA, senza appoggiarsi a server esterni: i video più lunghi richiedono più calcoli, il che ha imposto di bilanciare attentamente velocità di elaborazione, consumo energetico e generazione di calore, con Samsung Research che ha ottimizzato il modello per ottenere risultati soddisfacenti con meno risorse computazionali, mentre la divisione MX ha snellito l’intero processo, dalla decodifica video al trasferimento e analisi dei dati.

Il team suggerisce infine di registrare in alta risoluzione, dato che l’app ritaglia l’immagine attorno al soggetto scelto, inquadrando leggermente più largo del solito, e di selezionare il soggetto da tracciare in un fotogramma dove il volto risulti visibile e non sovrapposto ad altre persone, magari con l’aiuto di un treppiede per le nuove riprese, pur restando possibile applicare la funzione anche a video girati anni prima.

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