iPhone Duo: tutto quello che c’è da sapere sul primo pieghevole Apple

iPhone Duo: tutto quello che c’è da sapere sul primo pieghevole Apple

iPhone Duo

Nel recap generale dell’Apple Event che abbiamo pubblicato stamattina, abbiamo liquidato iPhone Duo in pochi paragrafi. Ora però tocca parlarne in un articolo dedicato, perché tra tutto quello che Apple ha mostrato al Steve Jobs Theater è probabilmente il dispositivo che merita più spazio, non fosse altro perché segna la fine di un tabù che l’azienda si portava dietro da anni: quello del pieghevole.

Un design che rompe con vent’anni di iPhone

La prima cosa che colpisce, guardandolo, non è tanto la piega quanto l’assenza quasi totale di compromessi nel design. Aperto, Duo è l’iPhone più sottile mai realizzato da Apple, chiuso invece ha più o meno le dimensioni di un passaporto: comodo da usare con una mano sola, facile da infilare in tasca, con un display esterno da 5,4 pollici che copre il 90% della superficie visibile di iPhone 18 Pro.

Il corpo è in titanio di grado 5 con finitura a specchio, disponibile in due colorazioni, bianco stellare e cielo notturno, entrambe pensate per valorizzare la lucentezza del metallo piuttosto che nasconderla. Anche la copertura della cerniera segue questa filosofia: stampata in 3D con una lavorazione microsabbiata a contrasto (qualunque cosa voglia dire), aggiunge un dettaglio estetico che normalmente si trova solo su orologi di fascia alta, non su uno smartphone.

Due schermi, un’unica esperienza visiva

Aperto, iPhone Duo mostra un pannello Super Retina XDR da 7,6 pollici, il 50% più ampio rispetto a quello di iPhone 18 Pro Max, abbastanza per trasformarlo in un piccolo tablet quando serve concentrazione, gioco o multitasking spinto.

Il dettaglio più interessante, però, riguarda il modo in cui Apple ha deciso di gestire il passaggio tra i due display: il formato resta identico sia da aperto sia da chiuso, così i contenuti si ridimensionano in modo proporzionale invece di tagliarsi o deformarsi quando si passa da uno schermo all’altro, con una meravigliosa animazione che ha letteralmente conquistato tutti.

Una tecnologia nanotexture applicata al pannello interno riduce al minimo riflessi e bagliori, creando una superficie opaca che, oltre a migliorare la leggibilità sotto il sole, rende la piega centrale molto meno percepibile al tatto e alla vista. Entrambi i display sono always-on, con tecnologia ProMotion per una fluidità costante e una luminosità di picco all’aperto di 3.000 nit, valori che fino a poco tempo fa Apple riservava solo ai modelli Pro.

La cerniera che tiene insieme tutto

Il componente meccanico più delicato di qualsiasi pieghevole è, inevitabilmente, la cerniera, e qui Apple sembra aver voluto togliersi ogni dubbio a riguardo.

La cerniera di precisione del Duo è composta da oltre 100 elementi, pensati non solo per gestire apertura e chiusura ma anche per sostenere fisicamente la parte centrale del display, mantenendolo piatto quando il telefono è aperto invece di lasciarlo incurvare leggermente come accade su molti pieghevoli concorrenti, soprattutto di precedenti generazioni.

Una serie di magneti integrati garantisce inoltre una chiusura sempre netta e sicura, senza quel gioco meccanico che a lungo andare, su altri dispositivi, tende a generare rumori o instabilità.

Titanio, Ceramic Shield e la sfida della resistenza nel tempo

Il vero banco di prova per un pieghevole, però, non è il primo giorno d’uso ma il centesimo, quando la piega ha già subito migliaia di aperture e chiusure. Apple dichiara di aver lavorato parecchio su questo fronte: la scocca posteriore è protetta da Ceramic Shield, mentre quella frontale utilizza Ceramic Shield 2, che l’azienda dichiara tre volte più resistente ai graffi rispetto alla generazione precedente.

A completare il quadro c’è una certificazione IP68 contro acqua, spruzzi e polvere, un livello di protezione che su un pieghevole non era affatto scontato fino a poco tempo fa.

Il display interno, il punto più delicato di qualsiasi telefono di questo tipo, riceve un trattamento a più strati: sopra e sotto il pannello pieghevole si trova un vetro ad alta resistenza, tenuto insieme da adesivi progettati apposta per permettere ai vari strati di scorrere l’uno sull’altro come le pagine di un libro quando il telefono si piega, riducendo così lo stress da flessione che nel tempo porta alla comparsa di righe visibili sulla piega.

Uno strato aggiuntivo in nanotexture, realizzato con un polimero fino al 40% più rigido rispetto ad altri materiali del settore, e una piastra di titanio alla base completano una struttura pensata per invecchiare bene.

Un sistema fotografico costruito attorno al doppio schermo

Sul fronte fotocamere, iPhone Duo eredita la fotocamera principale Fusion da 48MP e l’ultra-grandangolo Fusion, sempre da 48MP, già visti su iPhone 18 Pro, con tempo di scatto praticamente azzerato e un teleobiettivo 2x di qualità ottica (ma in effetti, digitale) integrato nel sensore principale.

Quello che cambia davvero, però, è come questo hardware viene messo in pratica grazie al doppio display.

Per i selfie, ad esempio, si può usare direttamente il sistema di fotocamere posteriori ad alta risoluzione, guardando l’anteprima in tempo reale sul display esterno grazie alla funzione Duo Preview, un’inversione completa rispetto a come si scattano normalmente i selfie su qualsiasi altro smartphone.

Le funzioni pensate su misura per il formato pieghevole non finiscono qui. Scatto smart sfrutta modelli di intelligenza artificiale on-device, elaborati dal chip A20 Pro, per analizzare la scena in tempo reale e scattare automaticamente quando riconosce che i soggetti sono pronti in posa, eliminando la corsa contro il countdown dell’autoscatto.

Duo FaceTime, invece, permette a chi si trova fisicamente vicino all’utente di unirsi a una videochiamata semplicemente affacciandosi al display esterno, mentre la funzione Acquisizione doppia condivide contemporaneamente le immagini di fotocamera anteriore e posteriore.

C’è perfino un piccolo tocco pensato per le famiglie, con animazioni tratte dai Peanuts che compaiono sul display esterno per attirare lo sguardo dei bambini durante gli scatti.

Sul fronte video, la fotocamera principale registra in 4K Dolby Vision fino a 120 fps, con effetti slow-motion regolabili anche dopo la registrazione e la possibilità di applicare la modalità Cinema ai filmati girati fino a 60 fps a posteriori.

Mix audio introduce nuovi algoritmi capaci di isolare la musica dalla voce, mentre per i time-lapse più lunghi basta appoggiare iPhone Duo su una superficie qualsiasi, senza bisogno di un treppiede.

Sullo schermo interno è presente una fotocamera a scomparsa, che lascia spazio ad un’esperienza full screen totale.

iOS 27 si piega alle esigenze del multitasking

Sul fronte software, Apple ha riprogettato l’interfaccia, invece di limitarsi ad allargarla. I comandi di blocco schermo, il dock e la navigazione tra le app si spostano ai lati dello schermo per lasciare più spazio verticale ai contenuti, mentre da aperto compaiono due schermate Home affiancate, con la vista Oggi sul lato sinistro sotto forma di elenco scorrevole di widget.

Anche la Dynamic Island è stata ripensata per adattarsi in verticale al profilo di entrambi i display, espandendosi quando serve mostrare notifiche o attività in corso.

La vera novità, però, è Split View, che per la prima volta in assoluto porta su un iPhone la possibilità di usare due app affiancate, passare rapidamente dall’una all’altra, o aprire due finestre indipendenti della stessa app, utile ad esempio per confrontare prezzi su Safari senza continuare a cambiare scheda.

Anche la modalità StandBy guadagna qualcosa in più su Duo: basta appoggiare il telefono, aperto o chiuso, anche senza che sia in carica, perché si trasformi in una cornice digitale, in uno spazio per i widget o in una sveglia, con due nuovi quadranti dedicati a calendario e meteo che si aggiungono a quelli già esistenti.

A20 Pro e un’autonomia pensata per l’intera giornata

Sotto la scocca lavora lo stesso A20 Pro montato su iPhone 18 Pro, abbinato ad un package ispirato ai chip della serie M dei Mac, collegato direttamente a una camera di vapore progettata su misura per dissipare il calore generato durante le sessioni più intense. Il risultato, secondo Apple, è un dispositivo capace di prestazioni sostenute fino al 35% superiori rispetto a iPhone 17 Pro, con una CPU a 6 core più veloce del 20% rispetto all’A19 Pro e due Neural Engine a 16 core che raddoppiano la potenza dedicata ai modelli di intelligenza artificiale eseguiti direttamente sul dispositivo.

Per tenere insieme tutto questo hardware, Duo monta due batterie ad alta capacità, una per lato, gestite da nuovi algoritmi che le fanno lavorare come se fossero un’unica cella. Il risultato è un’autonomia dichiarata fino a 31 ore di riproduzione video usando solo il display interno, fino a 44 ore usando quello esterno, e fino a 24 ore in un utilizzo misto tra i due schermi.

La ricarica rapida permette di arrivare al 50% in circa 20 minuti via cavo, oppure in circa 30 minuti tramite MagSafe o Qi2 in modalità wireless.

Solo eSIM, ma con la copertura di oltre 500 operatori

Duo abbandona del tutto la SIM fisica, funzionando esclusivamente con eSIM in ogni parte del mondo, una scelta che libera spazio interno a vantaggio della batteria e che oggi è supportata da oltre 500 operatori, TIM, Vodafone, Fastweb e WindTre compresi. Dietro le quinte lavorano due chip progettati internamente da Apple: N1, che gestisce Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e Thread, e il nuovo modem C2, che promette una connessione cellulare più stabile grazie a un’ottimizzazione potenziata dall’intelligenza artificiale.

Apple Intelligence, con Siri AI che in Europa resta ferma al palo

Anche su iPhone Duo arriva la generazione più recente di Apple Intelligence, che qui si traduce in strumenti come la Reinquadratura, Estendi e un Ripulisci migliorato per correggere la composizione di una foto dopo lo scatto, oltre a Image Playground per generare immagini fotorealistiche, presto affiancato dal supporto allo standard SynthID per riconoscere i contenuti creati o ritoccati con l’IA.

Anche Safari si arricchisce, con la funzione Avvisami che tiene sotto controllo una pagina web per segnalare variazioni di prezzo o disponibilità di un prodotto. Come su tutta la gamma, l’elaborazione avviene principalmente sul dispositivo, con Private Cloud Compute che entra in gioco solo per le richieste più complesse.

Va ripetuto anche qui, perché riguarda direttamente chi acquisterà iPhone Duo in Italia: alcune delle funzioni più avanzate legate a Siri AI, l’assistente rinnovato che su questo dispositivo ha una propria app dedicata con cronologia sincronizzata via iCloud, potrebbero non essere disponibili al lancio nell’Unione Europea. La causa, come raccontato nel nostro recap dell’evento, è lo stallo ancora aperto tra Apple e i regolatori europei sul Digital Markets Act, e al momento non esiste una data certa per capire quando la situazione si sbloccherà.

I prezzi in Italia

iPhone Duo sarà disponibile dal 23 ottobre, con preordini aperti dal 16 ottobre, nei colori bianco stellare e cielo notturno, nei tagli di memoria da 256GB, 512GB, 1TB e 2TB, con un prezzo che parte da 2.369 euro, oppure da 98,71 euro al mese per 24 mesi con i piani di finanziamento proposti da Apple.

+1
0
+1
1
+1
0
+1
0
+1
0
+1
0
+1
0