Il recente terremoto ai vertici della divisione videoludica di Microsoft ha scatenato accese discussioni sul futuro dell’azienda, e ha spinto una figura storica a prevedere la fine di Xbox così come la conosciamo. Seamus Blackley, uno dei creatori della prima console del colosso americano, ha condiviso riflessioni molto dure in una lunga intervista concessa al portale GamesBeat.
Dopo aver analizzato il clamoroso addio di Phil Spencer e di Sarah Bond, il pioniere del settore ha puntato il dito contro le nuove strategie aziendali guidate dal CEO Satya Nadella. Secondo la sua visione, il marchio storico non rientra piĂ¹ tra le prioritĂ del gruppo dirigente, il quale ha ormai scommesso ogni risorsa sull’intelligenza artificiale generativa. Per questo motivo, l’arrivo della nuova responsabile Asha Sharma non rappresenterebbe un rilancio, ma piuttosto l’inizio di un lento e inesorabile smantellamento del progetto originale.
Per esplorare i dettagli della sua analisi, Blackley utilizza metafore molto forti per descrivere il destino del marchio e per argomentare la fine di Xbox. L’ex ingegnere definisce il nuovo capo della divisione come un medico specializzato in cure palliative, il cui unico compito consiste nell’accompagnare dolcemente la piattaforma verso il tramonto definitivo. PoichĂ© Asha Sharma proviene direttamente dai vertici del dipartimento CoreAI di Microsoft e non ha alcuna esperienza pregressa nell’industria dei videogiochi, il suo insediamento appare come un chiaro segnale di disimpegno dal mercato tradizionale.
Molti dirigenti esterni credono che i videogiochi siano un semplice prodotto software o una questione di potenza di calcolo, ma ignorano la natura profondamente creativa e passionale che anima questo medium. Di conseguenza, l’ossessione per l’intelligenza artificiale rischia di alienare il pubblico storico e di distruggere il delicato ecosistema costruito in oltre vent’anni di storia.
Durante i suoi primi giorni di mandato, la neo-eletta responsabile ha tentato di rassicurare gli appassionati, e ha promesso che l’ecosistema non verrĂ inondato da contenuti generati artificialmente e privi di anima. In risposta a queste dichiarazioni, il padre fondatore della console ha mostrato un certo scetticismo verso le promesse aziendali, e ha etichettato questi tentativi di connessione con i giocatori come ingenui e fuori contesto.


Anche se le affermazioni di Blackley rimangono speculazioni personali e non riflettono i piani ufficiali annunciati dall’azienda, le sue parole alimentano i timori della community riguardo la fine di Xbox.
Se la dirigenza continuerĂ a privilegiare algoritmi e modelli linguistici a discapito della creativitĂ umana, il marchio verde potrebbe davvero perdere la sua identitĂ e trasformarsi in un semplice veicolo per testare le nuove tecnologie del gigante di Redmond.
Trovate l’intervista completa qui.


