La rivoluzione dell’intelligenza artificiale firmata Apple è finalmente sbocciata con la WWDC 2026, ma si scontra con un muro burocratico che rischia di lasciare i cittadini europei un passo indietro rispetto al resto del mondo.
Insieme a Mario Baluci, Jacopo analizza il delicato braccio di ferro tra Cupertino e l’Unione Europea, figlio del controverso Digital Markets Act (DMA). Se da un lato Apple ha dimostrato di aver superato i passi falsi del passato, presentando un’Apple Intelligence capace di trasformare Siri in un assistente proattivo che agisce in background incrociando i dati di sistema nel pieno rispetto della privacy, dall’altro le rigide normative sui “gatekeeper” ne bloccano il rilascio nel nostro continente.
Il dibattito si accende proprio sul concetto di ecosistema e di libertà di scelta: costringere le grandi aziende tech ad aprire forzatamente i propri sistemi operativi a software e intelligenze artificiali di terze parti tutela davvero i consumatori, o genera solo una dannosa frammentazione minando l’affidabilità e la sicurezza dei dispositivi? Il paradosso sollevato in questo episodio è che, nel tentativo di arginare i monopoli e favorire la libera concorrenza, l’Europa rischi di penalizzare le aziende che investono maggiormente in innovazione, appiattendo il mercato verso il basso.
Il risultato finale è la frustrazione di utenti costretti a pagare a prezzo pieno hardware di altissima gamma privati delle loro funzioni software più utili e rivoluzionarie, trasformando di fatto il consumatore europeo in un utente tecnologico di serie B.


