Tra le numerose novità hardware presentate al CES 2026, il concept dei Lenovo AI Glasses si distingue come una delle visioni più interessanti per il futuro della tecnologia indossabile. Lontano dall’essere un visore ingombrante, questo prototipo punta tutto sulla discrezione e sull’eleganza, proponendo una montatura che pesa appena 45 grammi e che ricorda molto da vicino gli occhiali tradizionali o le recenti proposte di Meta.
L’hardware è abilmente nascosto: una fotocamera da 2 MP è posizionata sopra il ponte nasale, mentre il display offre una luminosità di 1.500 nits e un campo visivo di 28 gradi, supportato da una batteria da 214mAh progettata per durare circa otto ore.
Il cuore pulsante delle Lenovo AI Glasses non risiede però solo nelle lenti, ma nella loro capacità di integrarsi con l’ecosistema circostante tramite la piattaforma Qira. Il dispositivo non effettua l’elaborazione pesante in autonomia, ma si collega in wireless allo smartphone o al PC, fungendo da terminale intelligente per l’assistente IA condiviso con Motorola. Tra le funzioni più promettenti spicca Catch Me Up, un sistema che riassume le notifiche provenienti da varie app in un unico aggiornamento vocale o visivo, permettendo all’utente di rimanere connesso al lavoro e alla vita digitale senza dover estrarre continuamente il telefono dalla tasca.

Anche se per ora rimangono un esercizio di stile senza una data di uscita confermata, le Lenovo AI Glasses sembrano molto più vicine alla produzione di massa rispetto ad altri prototipi visti in fiera. Con il mercato degli smart glasses in fermento grazie a player come Xreal e alle indiscrezioni su Apple, la mossa di Lenovo appare strategica e ben calcolata.
Se l’azienda deciderà di commercializzarli, questi occhiali potrebbero rappresentare il ponte ideale verso un futuro in cui l’intelligenza artificiale non è solo un software nel cloud, ma una presenza costante e discreta nel nostro campo visivo.


