Un recente episodio di cronaca ha portato alla ribalta una funzione di sicurezza chiamata “Modalità di isolamento” dell’iPhone, spesso trascurata, dimostrandone l’efficacia anche contro le agenzie governative più attrezzate. Il mese scorso l’FBI ha perquisito l’abitazione di Hannah Natanson, una giornalista del Washington Post, sequestrando il suo telefono nell’ambito di un’indagine su un appaltatore governativo accusato di detenere informazioni classificate.
Nonostante gli strumenti forensi avanzati a disposizione del Computer Analysis Response Team, gli agenti non sono riusciti a estrarre alcun dato dal dispositivo perché il display indicava che era attiva la Modalità di isolamento. I documenti del tribunale confermano che questa barriera software ha impedito fisicamente l’accesso, proteggendo le fonti e i dati della reporter in uno scenario reale di altissimo livello.
Per chi volesse innalzare drasticamente le difese del proprio iPhone, l’attivazione di questa funzione è piuttosto semplice e si trova all’interno dei menu di sistema. Basta recarsi in Impostazioni, selezionare la voce Privacy e sicurezza e scorrere fino in fondo per trovare Modalità di isolamento. Una volta toccata l’opzione, è sufficiente seguire le istruzioni a schermo per abilitarla: il telefono si riavvierà e l’interfaccia subirà alcune modifiche visive per segnalare lo stato di protezione. È importante notare che, se si possiede un Apple Watch abbinato, la modalità verrà attivata automaticamente anche sull’orologio, blindando l’intero ecosistema personale dell’utente.


La Modalità di isolamento non è pensata per l’uso quotidiano di tutti, ma offre una protezione “estrema”, riducendo drasticamente la superficie di attacco disponibile per spyware e malware sofisticati. Una volta attiva il telefono blocca la maggior parte degli allegati nei messaggi, impedisce le chiamate FaceTime in entrata da numeri sconosciuti e disabilita alcune tecnologie web complesse che potrebbero nascondere vulnerabilità.
Inoltre, quando il dispositivo è bloccato, vengono interrotte le connessioni cablate con computer o accessori esterni e bloccata l’installazione di profili di configurazione, rendendo di fatto il telefono una fortezza digitale quasi impenetrabile anche per chi ne ha il possesso fisico.
Vi servirà mai nella vita? Probabilmente no, ma è buono che ci sia. Non si sa mai.


