Apple si appresta a svelare i primi risultati concreti della partnership con Google Gemini già dal prossimo mese con il debutto atteso della beta di iOS 26.4. Secondo quanto riportato da Mark Gurman, l’azienda di Cupertino ha deciso di accantonare lo sviluppo dei propri modelli proprietari per affidarsi alla tecnologia di Mountain View che alimenterà le future funzioni di Apple Intelligence tramite server di calcolo privati. Una strategia che mira a colmare il ritardo accumulato nel settore dell’intelligenza artificiale e promette di trasformare radicalmente l’esperienza utente su iPhone e Mac iniziando con dimostrazioni pubbliche delle nuove funzionalità previste per la seconda metà di febbraio.
Il fulcro di questa rivoluzione sarà una versione di Siri finalmente capace di comprendere ciò che accade sullo schermo e di agire autonomamente all’interno delle applicazioni. I nuovi modelli noti internamente come Apple Foundation Models v10 e dotati di 1,2 trilioni di parametri permetteranno all’assistente di gestire il contesto personale dell’utente con una precisione inedita sostituendo i vecchi progetti ormai ridimensionati. L’evoluzione non si fermerà qui poiché per iOS 27 è già prevista un’integrazione ancora più avanzata con modelli v11 paragonabili a Gemini 3 che offriranno funzionalità in stile chatbot sfruttando probabilmente l’infrastruttura di Google per i compiti più complessi.
La strategia di integrazione è cambiata drasticamente dopo la partenza del responsabile John Giannandrea e l’abbandono di iniziative ambiziose come World Knowledge Answers o il rinnovamento totale di Safari basato sull’IA. Invece di creare chatbot separati e frammentati per ogni servizio l’azienda ha scelto di incorporare profondamente la nuova Siri potenziata da Gemini nelle app principali come Salute, Musica, TV e Podcast. Questo cambio di rotta ha comportato il congelamento momentaneo di alcune funzioni come la verifica dell’affidabilità dei documenti web ma garantisce un’esperienza più coesa e meno dispersiva per l’utente finale.
La strada verso l’accordo con Google non è stata priva di ostacoli e ha visto il fallimento di trattative parallele con altri giganti del settore. Apple aveva avviato discussioni con Anthropic che si sono arenate di fronte a richieste economiche giudicate eccessive e con OpenAI che è stata scartata a causa della crescente rivalità hardware e del reclutamento aggressivo di ex dipendenti Apple. La decisione finale è stata facilitata anche da una recente sentenza che ha confermato la legittimità della partnership preesistente con Google per il motore di ricerca rendendo il colosso di Mountain View l’alleato più sicuro e conveniente per questa transizione.
La presentazione ufficiale di queste novità dovrebbe avvenire tra poche settimane tramite un evento dedicato o un briefing ristretto per i media a New York. Dopo quasi due anni di attese e promesse risalenti alla WWDC del 2024 gli utenti potranno finalmente testare con mano i progressi reali dell’intelligenza artificiale della Mela.
Il 2026 si preannuncia quindi come un anno cruciale per il riscatto di Apple, che punta tutto su questa alleanza profonda per recuperare la leadership perduta e offrire finalmente un assistente vocale al passo con i tempi.


