Qualche giorno fa l’annuncio sulla verifica dell’età su Discord aveva scatenato una vera e propria ondata di polemiche tra gli iscritti alla piattaforma. L’azienda aveva infatti comunicato che tutti gli utenti avrebbero dovuto dimostrare la propria età anagrafica, pena la restrizione automatica degli account a un livello di accesso per adolescenti.
Di fronte a una reazione così negativa da parte della community, i vertici della società si sono trovati costretti a intervenire rapidamente per spegnere l’incendio mediatico che si era generato attorno a questa nuova politica di sicurezza.
Per calmare gli animi, il team di sviluppo ha pubblicato un secondo comunicato che fa un parziale passo indietro sulla verifica dell’età su Discord, o almeno sulle sue conseguenze pratiche. Nella nuova nota ufficiale, l’azienda chiarisce che la stragrande maggioranza degli utilizzatori potrà continuare a fruire del servizio esattamente come fa oggi, senza mai dover affrontare alcun processo di identificazione.
Questo messaggio vuole rassicurare il pubblico medio, che temeva di dover fornire documenti d’identità o scansioni facciali al sistema per compiere le normali operazioni quotidiane.
A ben guardare le righe del comunicato, il cambio di rotta sulla verifica dell’età su Discord è in realtà solo un’abile manovra di comunicazione. La regola generale rimane valida per tutti, ma la società sottolinea ora due aspetti cruciali che aveva omesso in precedenza: la maggior parte delle persone non visita server o canali riservati agli adulti, e chi non vi accede non subirà alcun controllo esplicito.
Inoltre, la piattaforma applicherà un non meglio precisato metodo di previsione dell’età che sfrutta le informazioni già in suo possesso per confermare automaticamente lo status di maggiorenne, e questo esenta così gran parte dell’utenza da procedure invasive.
Viene naturale chiedersi, però, quali siano queste “informazioni già in suo possesso”.


