Sappiamo già che Intel potrebbe tornare a produrre chip per Apple, ma questa volta in un ruolo molto diverso rispetto al passato. Secondo l’analista Ming-Chi Kuo, Intel avrebbe quindi già avviato test su piccola scala per la produzione di alcuni chip destinati a iPhone, iPad e Mac di fascia più bassa, con un possibile aumento dei volumi tra il 2027 e il 2028.
La notizia va presa al condizionale, perché manca ancora qualsiasi conferma ufficiale da parte di Apple o Intel, ma non arriva del tutto dal nulla: già in passato erano circolate voci su un possibile riavvicinamento tra Apple e il colosso americano dei semiconduttori.
Il punto centrale è che Intel non progetterebbe i chip Apple, ma si limiterebbe alla produzione. Sarebbero quindi sempre chip della serie A o M disegnati da Apple, ma fabbricati negli Stati Uniti sfruttando il processo produttivo Intel 18A. Questo segnerebbe una differenza enorme rispetto all’epoca dei Mac con processori Intel, quando Apple utilizzava CPU progettate direttamente dall’azienda di Santa Clara. Dal 2020, con il passaggio ad Apple Silicon, Cupertino ha costruito tutta la sua strategia su chip proprietari e su TSMC come partner produttivo quasi esclusivo.
Se il rumor venisse confermato, la mossa avrebbe senso per diversi motivi. Apple potrebbe ridurre almeno in parte la dipendenza da TSMC, ottenere più forza nelle trattative sui costi e rafforzare la propria catena produttiva negli Stati Uniti, un elemento politicamente importante.
TSMC resterebbe comunque il fornitore dominante, con oltre il 90% della produzione, mentre Intel avrebbe un ruolo secondario e mirato. Più che un ritorno al passato, quindi, sarebbe un nuovo equilibrio: Apple continuerebbe a progettare i suoi chip, ma potrebbe affidarne una piccola parte della produzione a un partner storico, oggi in cerca di rilancio.


