Si dice in rete che Nothing starebbe per ritirarsi da almeno 12 mercati globali, tra cui Giappone, alcune aree europee e parte del Medio Oriente, secondo un report di Digit.in. La stessa fonte parla di licenziamenti che coinvolgerebbero circa il 40% della forza lavoro dell’azienda, con tagli importanti anche nelle divisioni di ricerca e sviluppo situate in Cina e a Londra.
Nothing non ha però confermato ufficialmente questi numeri, e anzi ha già bollato come “fake news” la ricostruzione del ritiro dai mercati internazionali, pur ammettendo alcune perdite di posti di lavoro legate a una riorganizzazione interna.
Dietro le presunte difficoltà ci sarebbero anche i numeri di vendita degli ultimi modelli. Il Phone (4b), lanciato agli inizi di questo mese, avrebbe venduto appena 20.000 unità . Il confronto con il Phone (4a), arrivato sul mercato a fine marzo, non è esattamente lusinghiero: circa 150.000 unità complessive a livello globale, con l’India apparentemente esclusa dal conteggio, anche se il report non è chiarissimo su questo punto.
Fatti due conti approssimativi, il ritmo di vendita dei due modelli risulta comparabile, ma decisamente più lento rispetto al 2025, anno in cui Nothing avrebbe spedito circa due milioni di dispositivi, trainata soprattutto dalle migliori proposte economiche e da un mercato più favorevole. All’epoca del lancio, l’azienda aveva dichiarato pubblicamente che il Phone (4a) stava superando gli obiettivi di vendita prefissati: se le cifre più recenti dovessero rivelarsi accurate, l’entusiasmo iniziale si sarebbe affievolito col passare dei mesi.
Non tutto va storto per Nothing, va detto. In India il marchio continuerebbe a crescere, e la divisione audio manterrebbe una certa stabilità . Resta però il quadro complessivo, fatto di un possibile ritiro su larga scala da diversi mercati e tagli al personale, che difficilmente si può interpretare come segnale positivo.
Dopo l’addio di OnePlus alle sue ambizioni globali, la vicenda Nothing sembra l’ennesima conferma di quanto il fenomeno soprannominato “RAMageddon” stia pesando sul panorama Android nel suo complesso.


