IO&TEch – Stagione 11 episodio 38: Due nanometri per il Duo

IO&TEch – Stagione 11 episodio 38: Due nanometri per il Duo

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Le chiacchiere stanno a zero: il keynote del 9 settembre 2026 non è stato solo il teatro per il lancio di nuovi prodotti, ma un vero e proprio manifesto programmatico della nuova Apple guidata da John Ternus.

Abbandonando il formalismo chirurgico dell’era Tim Cook, che ha passato il testimone nei primi secondi dello show, Ternus ha messo in piedi un evento colorato, dinamico e corale, circondato dai suoi vice president in uno Apple Park vibrante e ricco di energia.

Dal punto di vista dei prodotti di punta, Apple ha giocato sapientemente in difesa con l’iPhone 18 Pro. Pur mantenendo un design in linea con la generazione precedente (correggendo il difetto del retro bicolore sui modelli chiari), il vero step evolutivo è tutto sotto la scocca. L’incredibile potenza del chip A20 Pro a due nanometri, unita a una camera di vapore finalmente in grado di abbattere le temperature, assicura un balzo clamoroso dell’autonomia, mentre la nuova ricarica ultrarapida permette di passare dallo 0 al 50% in appena quindici minuti.

Sul fronte ecosistema, grande attenzione per l’Apple Watch Series 12 (che introduce il monitoraggio avanzato del sonno e la stima dell’età biologica Health Age) e l’interessantissima funzione “Siri Recap” per riassumere intere conversazioni, seppur purtroppo ancora limitata per il mercato europeo.

Ma i riflettori erano puntati tutti sull’elefante (pieghevole) nella stanza: l’attesissimo iPhone Duo. Snobbando la nomenclatura “Ultra”, Apple ha optato per un nome che rispecchia alla perfezione un’interfaccia ingegnosa e asimmetrica.

Da chiuso, il dispositivo presenta una peculiare disposizione a “D”, con fotocamera frontale, dock e barra di stato interamente concentrati sul lato destro. Una volta aperto, il tablet da sette pollici rivela un comodissimo display opaco con rivestimento in nano-texture, studiato appositamente per mimetizzare e addolcire la piega centrale.

È un dispositivo indubbiamente sperimentale, ma che racchiude tutta la spinta innovativa del nuovo amministratore delegato, pronto a riscrivere le regole dell’ecosistema Apple nei prossimi vent’anni.

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