Le note tecniche pubblicate da Apple insieme agli ultimi aggiornamenti di sistema raccontano quanto rapidamente gli strumenti di IA si stiano ritagliando un ruolo nella ricerca sulle vulnerabilità di sicurezza. Dopo il rilascio di iOS 26.6, iPadOS 26.6, macOS Tahoe 26.6, macOS Sequoia 15.7.8, macOS Sonoma 14.8.8, tvOS 26.6, visionOS 26.6 e watchOS 26.6, l’azienda di Cupertino ha aggiornato la pagina dedicata alle security release con dettagli su componenti coinvolti, dispositivi interessati, impatto potenziale e ricercatori che hanno segnalato i problemi.
Colpisce già solo la lunghezza dei documenti, considerando che gli aggiornamenti 26.5.2 erano arrivati meno di un mese fa portando con sé correzioni originariamente previste proprio per il ciclo 26.6.
Tra i nomi citati compaiono ricercatori Anthropic e Claude, accreditati per interventi su WebKit, WebKit Storage e WebDAV, in alcuni casi insieme al team di Calif.io, lo stesso che a maggio aveva raccontato di aver sviluppato in appena cinque giorni un exploit funzionante per la corruzione di memoria del kernel macOS su silicio M5, sfruttando il modello Mythos Preview di Anthropic. Il gruppo Calif risulta accreditato anche per diverse correzioni relative al kernel in tutti i sistemi operativi aggiornati oggi, insieme a oltre una dozzina di altri ricercatori coinvolti sulle stesse vulnerabilità , segno che più team avrebbero segnalato in modo indipendente gli stessi problemi di fondo. Nel complesso, questo ciclo di aggiornamenti copre 30 CVE distinti tra tutte le piattaforme coinvolte.
Vale la pena ricordare che Apple ha accesso a Claude Mythos Preview fin da aprile, grazie al Project Glasswing di Anthropic: è dunque plausibile che il numero reale di vulnerabilità individuate internamente con l’aiuto di Claude sia superiore rispetto ai crediti resi pubblici. Anthropic, va detto, non è l’unica azienda di IA citata nelle note odierne. Tra i contributi figurano anche OpenAI Codex Security, il modello GLM di Z.AI e l’AI Red Team di Nvidia, alcuni dei quali già comparsi nelle note di sicurezza del mese scorso.
Un quadro che conferma quanto la ricerca sulla sicurezza assistita dall’IA stia accelerando, costringendo le aziende a rivedere sempre più spesso i propri cicli di aggiornamento e i relativi programmi di bug bounty.


