IO&TEch – Stagione 11 episodio 35: Grazie ar ca…ro Tim

IO&TEch – Stagione 11 episodio 35: Grazie ar ca…ro Tim

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È ufficialmente la fine di un’era. Il primo settembre 2026, Tim Cook cederà lo scettro di CEO di Apple a John Ternus, chiudendo un capitolo durato ben 15 anni. Nell’ultima puntata estiva del podcast IO&TEch, Jacopo ha deciso di tirare le somme di questo lunghissimo regno chiamando a rapporto un ospite d’eccezione: Mario Baluci, ex dipendente della Mela e voce storica del panorama tech.

Niente lacrimoni o malinconia spicciola, però: il bilancio è stato chirurgico e diviso in tre round spietati.

Tra i successi indiscutibili spicca l’incredibile impennata finanziaria (Apple ha sfondato il tetto dei 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione), la rivoluzione dei processori Apple Silicon che ha tagliato i ponti con Intel, e una svolta estetica rinata… proprio grazie all’addio del guru del design Jony Ive, che ha permesso il ritorno a macchine spesse, potenti e finalmente funzionali.

Nella “terra di mezzo” finisce invece la trasformazione di Apple in un colosso dei servizi (dagli abbonamenti di Apple One alla misteriosa sostenibilità delle mega-produzioni su Apple TV), il successo globale ma ergonomicamente imperfetto delle AirPods e, soprattutto, l’Apple Vision Pro, brutalmente declassato da Baluci a “semplice prototipo” di ciò che indosseremo tra qualche anno con i futuri occhiali per la realtà aumentata.

Ma è nei flop che l’era Cook mostra il fianco alle critiche più feroci: dall’odissea infinita per avere Apple Intelligence in Europa, gestita con un silenzio quasi fastidioso dallo stesso CEO alla WWDC, passando per i discussi inchini politici alla corte di Donald Trump, fino ad arrivare al vero dramma per gli utenti: il crollo qualitativo del Customer Care e dell’esperienza negli Apple Store, un tempo veri fiori all’occhiello del brand.

Insomma, Tim Cook ci lascia un’azienda mostruosa e ricchissima, ma con un bel po’ di sfide spinose per il nuovo capo John Ternus. E come ricorda saggiamente Mario alla fine della chiacchierata: smettiamola col mito del “non sarebbe successo con Steve Jobs”, perché anche l’osannato fondatore ha collezionato la sua bella dose di scivoloni!

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