Il 4 settembre, Onimusha: Way of the Sword è arrivato contemporaneamente su quattro piattaforme, PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC e Nintendo Switch 2. Nessuno si aspettava che a chiudere in testa alla classifica dei voti della critica sarebbe stata proprio la versione per la console ibrida di Kyoto: su Metacritic, la versione Switch 2 ha ottenuto 89 punti su 100, il punteggio più alto tra tutte le piattaforme su cui il gioco è uscito, davanti agli 86 di PlayStation 5, agli 83 del PC e agli 82 di Xbox Series X|S.
Un dettaglio che, da solo, racconta meglio di qualsiasi comunicato stampa quanto sia cambiato tutto nel giro di poco più di un anno.
Il caso più clamoroso resta comunque quello di Elden Ring. Il porting, atteso fin dal reveal della console, era stato rimandato di un anno intero dopo che una demo mostrata alla stampa girava a un ritmo che in alcuni momenti scendeva fino a 15 fotogrammi al secondo, con un livello di malfunzionamento tale da spingere gli organizzatori a impedire persino le registrazioni video della prova.

FromSoftware ha preferito prendersi tempo piuttosto che consegnare un prodotto compromesso, e la scommessa ha pagato: Elden Ring: Tarnished Edition è arrivato il 28 agosto 2026 con un punteggio di 91 su Metacritic e un 88 su OpenCritic, quest’ultimo con il 100% di recensioni positive, pacchetto che include il gioco base insieme all’espansione Shadow of the Erdtree. Non capitava dal 2018, con Dark Souls Remastered, che un titolo FromSoftware sbarcasse su una console Nintendo, il che rende il ritorno ancora più significativo per chi segue lo studio giapponese da anni.
Onimusha ed Elden Ring, va detto, non sono episodi isolati. Solo nel corso del 2026, Capcom ha già portato su Switch 2 anche Resident Evil: Requiem e Pragmata, due titoli costruiti sullo stesso RE Engine che sta dimostrando una capacità di adattamento all’hardware ibrido superiore a quanto molti si aspettassero al lancio della console. Non stiamo più parlando di conversioni tirate via all’ultimo momento per non perdere una fetta di mercato, ma di versioni pensate e costruite con lo stesso livello di cura riservato alle piattaforme più potenti.
Manca ancora un tassello, ma è già stato prenotato sul calendario. Call of Duty non ha mai messo piede su una console Nintendo dai tempi di Call of Duty: Ghosts, uscito su Wii U nel 2013, e per anni la sua assenza è stata la prova provata che certi giochi semplicemente non potevano girare su hardware Nintendo. Quella narrazione si chiuderà il 23 ottobre, quando Call of Duty: Modern Warfare 4 arriverà su Nintendo Switch 2 insieme alle altre piattaforme. Non è ancora uscito, e va detto con chiarezza per non generare confusione, ma la sua sola conferma pesa quanto un porting già disponibile: è la certificazione definitiva che, agli occhi degli sviluppatori, Switch 2 non è più un ripiego.


Nintendo, dal canto suo, non è rimasta a guardare. Il 17 settembre arriva Fire Emblem: Fortune’s Weave, che sarà un’esclusiva Switch 2 a tutti gli effetti, non giocabile sulla Switch originale, un modo neanche troppo velato di dire che certe produzioni oggi richiedono davvero il salto generazionale.
E a proposito di esclusive pesanti, la settimana appena trascorsa ha probabilmente segnato il momento più denso dell’intero anno per chi possiede una Switch 2. Durante il Direct dedicato ai quarant’anni della serie, andato in onda l’8 settembre, Nintendo ha mostrato circa 15 minuti di gameplay vero di Ocarina of Time Remake, in uscita il 5 novembre. Link, per la prima volta nella storia del gioco, può saltare manualmente premendo un tasto invece di affidarsi al salto automatico sui bordi che caratterizzava l’originale del 1998, mentre la telecamera diventa completamente libera sull’analogico destro, un lusso che il Nintendo 64 semplicemente non poteva permettersi, il tutto con una grafica che, onestamente, nessuno avrebbe pensato possibile su una console portatile. A questo si aggiungono un tasto per lo scatto pensato per attraversare Hyrule Field senza dover rotolare in continuazione, e controlli dedicati al nuoto e alle immersioni subacquee.
Non si tratta però di un semplice restyling grafico sopra la struttura originale. L’interfaccia cambia con Threads of Time, un diario delle missioni in forma di arazzo che tiene traccia non solo degli obiettivi principali ma anche degli incontri secondari e delle piccole storie collezionate lungo il cammino, mentre le cutscene guadagnano per la prima volta un doppiaggio completo. Ocarina of Time Remake sarà inoltre il primo capitolo della serie a essere pubblicato in esclusiva su Switch 2, senza alcuna versione per la console precedente, e uscirà appena due settimane prima di Grand Theft Auto VI, una collocazione di calendario che dice molto di quanta fiducia Nintendo ripone nel progetto.

Il giorno successivo, il 9 settembre, un secondo Direct generale ha aggiunto altra carne al fuoco, con oltre 40 annunci tra conversioni e produzioni originali. Tra queste spicca Kirby and the World Beyond, nuovo capitolo 3D della mascotte rosa in arrivo in esclusiva su Switch 2 nella primavera 2027, che promette di ribaltare la formula classica della serie: le abilità di copia di Kirby, storicamente pensate per il combattimento, diventano qui strumenti di esplorazione, capaci di farlo saltare con spinte esplosive, arrampicarsi piantando una spada nei tronchi degli alberi o sfrecciare ad alta velocità nei campi aperti. Un approccio che ricorda da vicino il Mouthful Mode visto in Kirby e la terra perduta, qui portato però a un livello più ambizioso.
Tutto questo, va ricordato, mentre i prezzi dell’intero settore handheld continuano a salire. Anche Switch 2 ha aumentato il proprio listino, passando dal 1° settembre 2026 da 469,99 a 499,99 euro nel mercato italiano ed europeo, ma il confronto con la concorrenza resta impietoso a suo favore. Lo Steam Deck OLED di Valve, dopo il rincaro di maggio 2026, costa oggi tra i 779 e i 919 euro a seconda del taglio di memoria, mentre sul fronte Windows il ROG Xbox Ally X si attesta sui 1000 euro e il Lenovo Legion Go 2 parte da 1300 euro per la versione base.

Il divario, insomma, non si è ridotto: si è allargato, perché gli aumenti sugli altri dispositivi sono stati proporzionalmente più pesanti.
Riavvolgendo il nastro a un anno fa, il dibattito attorno a Switch 2 era tutto concentrato su cosa non sarebbe stata in grado di fare: troppo poco potente per i motori più esigenti, troppo giovane per convincere gli studi terzi a investirci sopra sul serio. Oggi quella stessa console chiude ogni mese con un annuncio che ridefinisce l’asticella, arriva a superare tecnicamente le versioni PlayStation e PC di un gioco tripla A, e lo fa restando comunque l’opzione più economica dell’intero panorama handheld.
Difficile chiedere di più a una console che, sulla carta, doveva semplicemente essere un aggiornamento hardware. Bastano due giorni di conferenze, come quelli appena vissuti, per rendersi conto di quanta strada sia stata fatta: Switch 2 nel 2026 è diventata il punto d’incontro tra il catalogo più solido del mercato portatile e il prezzo d’ingresso più basso tra tutte le alternative serie, con ancora tre mesi di annunci pesanti prima della chiusura dell’anno.


