Apple Event 2026: ufficiali iPhone Duo, iPhone 18 Pro, Airpods 5, Apple Watch series 12 e Ultra 4

Apple Event 2026: ufficiali iPhone Duo, iPhone 18 Pro, Airpods 5, Apple Watch series 12 e Ultra 4

Apple Event

Ieri sera, allo Steve Jobs Theater dell’Apple Park, Apple ha alzato il sipario sulla sua gamma più ricca degli ultimi anni, in un evento che l’azienda ha chiamato “Surprise and Shine“. Sul palco, per la prima volta, non c’era Tim Cook, che dopo 15 anni alla guida dell’azienda è passato al ruolo di executive chairman, ma John Ternus, il nuovo CEO.

Non un debutto qualsiasi, quindi, e nemmeno un evento qualsiasi: sul tavolo sono finiti un aggiornamento della linea Pro, due nuovi Apple Watch, gli AirPods di quinta generazione, un’app Salute rinnovata, la tanto attesa Siri AI, e soprattutto il primo iPhone pieghevole della storia dell’azienda.

In questo articolo troverete una panoramica di tutto quello che è stato mostrato, senza scendere troppo nel dettaglio tecnico di ogni singolo prodotto. Restate sulle pagine del nostro blog, perché nel corso della giornata pubblicheremo diversi articoli dedicati e più approfonditi su ciascuno dei dispositivi annunciati ieri sera.

iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, l’aggiornamento che pesa più del solito

Partiamo dalla coppia più tradizionale, iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, che quest’anno porta quello che Apple definisce il sistema fotografico più avanzato mai montato su un iPhone. Il cuore del comparto è la nuova fotocamera principale “Fusion” da 48 megapixel con apertura variabile, una prima assoluta per la serie: sei lamelle tagliate al laser regolano automaticamente quattro diverse aperture per gestire profondità di campo e quantità di luce in ingresso, mentre un nuovo sensore promette scatti migliori in condizioni di scarsa illuminazione e nelle foto di gruppo.

Accanto all’hardware arriva una nuova interfaccia chiamata Pro controls, pensata per chi vuole regolare manualmente apertura, tempo di esposizione e bilanciamento del bianco, con tanto di istogramma a schermo per controllare l’esposizione in tempo reale. Una API dedicata permette anche agli sviluppatori esterni di accedere al range di apertura del sensore. A questo si affianca Apple Reference Image, una funzione che cattura dati del sensore firmati digitalmente ed elaborati tramite Private Cloud Compute, creando di fatto un negativo digitale che certifica cosa fosse presente nello scatto originale rispetto alla versione modificata in seguito.

Sotto la scocca lavora il nuovo chip A20 Pro, costruito a 2 nanometri con CPU a 6 core, GPU a 7 core e Neural Engine a 16 core, che secondo Apple raddoppia la potenza di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale rispetto all’A19 Pro. La Dynamic Island è stata ridisegnata per mostrare fino a tre Live Activities contemporaneamente, mentre sul fronte autonomia Apple parla del salto più consistente mai visto nella storia dell’iPhone, con il Pro Max che arriva fino a 45 ore di riproduzione video in configurazione solo eSIM. Il nuovo modem C2 promette inoltre upload più veloci consumando il 15% di energia in meno rispetto al predecessore.

Sul fronte estetico, il colore cosmic orange dello scorso anno lascia spazio a un nuovo burgundy, affiancato da nero, argento e glacier. I prezzi salgono di circa 150 euro di media rispetto alla generazione precedente, complice anche la carenza globale di chip di memoria che ha spinto verso l’alto i costi di produzione: iPhone 18 Pro parte da 1.489 euro, mentre il Pro Max parte da 1.639 euro.

I preordini si aprono il 12 settembre, con disponibilità dal 18.

iPhone Duo, il primo pieghevole nella storia di Apple

Il momento clou della serata, però, arriva verso la fine del keynote, quando Ternus toglie il velo ad iPhone Duo, il primo smartphone pieghevole realizzato da Apple.

Da chiuso, il display esterno misura 5,4 pollici e copre circa il 90% dell’area occupata dallo schermo di iPhone 18 Pro. Aprendolo, si arriva a un pannello interno da 7,6 pollici, con lo stesso rapporto d’aspetto su entrambi gli schermi, così che i contenuti si adattino in modo coerente passando da uno schermo all’altro.

Una finitura nano-texture riduce i riflessi e rende meno visibile la piega centrale, mentre chiuso il dispositivo ha più o meno le dimensioni di un passaporto, con angoli arrotondati e una cornice continua.

Ternus non ha risparmiato frecciate alla concorrenza, presentando Duo come pensato da zero per essere un unico dispositivo invece di quelli che ha definito, riferendosi implicitamente a Samsung e Motorola, semplicemente “due telefoni incollati insieme”. Probabilmente il nuovo CEO non ha ricevuto la notizia che esistono altri foldable con rapporto di schermo simile, ed è rimasto ai vari Fold7 e company.

Sotto la scocca lavora lo stesso A20 Pro montato sui modelli Pro, abbinato a una doppia batteria capace di garantire fino a 44 ore di riproduzione video usando il solo display esterno. Tra le novità più interessanti per chi lavora con la fotografia c’è anche il supporto alla Apple Pencil (attenzione, non il modello PRO ma solo la versione USB-C), una funzione finora riservata esclusivamente agli iPad e che approda per la prima volta su un iPhone.

Sul fronte software, iOS 27 è stato adattato specificamente per il nuovo formato, spostando i controlli ai lati dello schermo per preservare spazio verticale e introducendo Split View, che per la prima volta permette di usare due app fianco a fianco su un iPhone.

La fotocamera sfrutta poi il formato pieghevole con due funzioni dedicate: Smart Take, che utilizza intelligenza artificiale on-device per scattare automaticamente quando rileva i soggetti in posa, e Duo FaceTime, che permette a una persona vicina di unirsi a una videochiamata attraverso lo schermo e la fotocamera esterni. Le principali sono entrambe da 48MP, ultrawide e wide.

Disponibile nelle finiture Star White e Night Sky, iPhone Duo parte da un prezzo di 2.369 euro.

I preordini si apriranno il 16 ottobre, con le spedizioni che partiranno il 23 dello stesso mese, quindi qualche settimana dopo il resto della gamma.

AirPods 5, tra cancellazione del rumore e traduzione in tempo reale

I nuovi AirPods 5 arrivano con una cancellazione attiva del rumore che, secondo Apple, elimina fino al 50% di rumore esterno in più rispetto agli AirPods 4 con ANC attivo.

Una nuova architettura acustica multiporta e un Adaptive EQ aggiornato dovrebbero migliorare la qualità audio complessiva, mentre la funzione Live Translation, alimentata da Apple Intelligence, permette di ascoltare le conversazioni tradotte in tempo reale nella lingua preferita di chi le indossa.

Il modello standard degli AirPods 5 costa 149 euro, mentre una variante con custodia di ricarica wireless, batteria più longeva e controllo del volume tramite pressione sullo stelo sale a 169 euro.

Entrambe le versioni sono già preordinabili e arriveranno sugli scaffali il 18 settembre, la stessa data di disponibilità di iPhone 18 Pro.

Un dettaglio che vale la pena notare riguarda proprio Live Translation: essendo una funzione basata su Apple Intelligence, la sua disponibilità completa dipenderà dagli stessi tempi e dalle stesse limitazioni geografiche che riguardano il resto della piattaforma, un tema su cui torniamo più avanti in questo stesso articolo parlando proprio di Siri AI.

Apple Watch Ultra 4 e Apple Watch Series 12, la salute al centro di tutto

Sul fronte smartwatch, Apple ha rinnovato entrambe le estremità della propria gamma attorno a un nuovo Health Sensing System condiviso, che l’azienda descrive come il sistema di rilevamento della frequenza cardiaca più accurato mai visto su un wearable.

Il nuovo chip S11, presente su entrambi i modelli, misura la frequenza cardiaca ogni cinque secondi durante tutto il giorno e la variabilità cardiaca ogni cinque minuti, alimentando anche un nuovo punteggio di “prontezza” da 0 a 10 che combina attività recente, carico di allenamento, parametri vitali e qualità del sonno, restituendo una tra quattro indicazioni: recupera, dosa le energie, sei pronto, oppure vai a tutto gas.

Lo stesso S11 abilita una nuova suite chiamata Audio Intelligence, costruita su Apple Intelligence e Private Cloud Compute. Include il riconoscimento dei suoni per segnalare a persone sorde o con problemi di udito rumori come sirene, allarmi o campanelli, la funzione Live Rewind che permette di far riascoltare, come testo, gli ultimi 15 secondi di conversazione con una doppia pressione della Digital Crown, e Siri Recap per generare riassunti (non trascrizioni complete) delle conversazioni avute nell’arco di una giornata e un riconoscimento musicale basato sulla tecnologia Shazam.

Apple ha tenuto a precisare che l’elaborazione avviene sul dispositivo e viene cancellata subito dopo, che i riassunti non identificano chi sta parlando, e che ogni funzione richiede un’attivazione esplicita da parte dell’utente.

Sul fronte hardware, i due modelli restano distinti per robustezza e autonomia.

Apple Watch Ultra 4, pensato per sport e attività all’aperto, arriva fino a 50 ore di autonomia quotidiana e 84 ore in modalità risparmio energetico estremo, con una modalità Max Extended Workout capace di tracciare attività outdoor per 45 ore consecutive; disponibile in titanio naturale o nero, con anche una variante Hermès, parte da 909 euro.

Apple Watch Series 12 offre invece 24 ore di autonomia quotidiana, con un aumento del 25% fino a 10 ore durante gli allenamenti all’aperto, disponibile nelle taglie 42 e 46 millimetri in alluminio, titanio e in una nuova finitura in ceramica, con un prezzo di partenza di 459 euro.

Entrambi gli orologi guadagnano inoltre l’accesso a Siri tramite una nuova app dedicata e un quadrante Siri Modular pensato apposta per l’assistente. Sono già preordinabili, con spedizioni fissate anche in questo caso per il 18 settembre.

L’app Salute cambia pelle

Apple ha colto l’occasione per rinnovare anche l’app Salute, che arriverà più avanti nel corso dell’anno su iPhone con una nuova scheda Insights, pensata per riassumere in modo sintetico i dati raccolti durante la giornata. Accanto a questa arriva la scheda Longevity, che introduce il concetto di Health Age, una metrica che stima come i propri indicatori di salute si confrontino con l’età anagrafica reale (sono già pronto a ricevere un punteggio di +8).

L’app permetterà inoltre di prenotare direttamente pannelli di analisi che coprono oltre 50 biomarcatori, al costo di 119 dollari, appoggiandosi ai laboratori Quest Diagnostics negli Stati Uniti. Si aggiungono poi valutazioni motorie da svolgere comodamente a casa, che sfruttano la fotocamera dell’iPhone e modelli di intelligenza artificiale basati sulla visione per misurare flessibilità, forza ed equilibrio.

Non manca un’attenzione specifica alla salute femminile: l’app aggiunge il supporto per la registrazione di perimenopausa e menopausa all’interno del Monitoraggio del ciclo, con notifiche dedicate per le utenti sopra i 40 anni che mostrano pattern compatibili con la perimenopausa.

Apple Intelligence e la nuova Siri AI, con un nodo ancora da sciogliere in Europa

Il filo conduttore dell’intera serata resta però Apple Intelligence, e in particolare la nuova Siri AI, arrivata dopo due anni dal suo primo annuncio, un’eternità considerando i ritmi con cui si muove il settore dell’intelligenza artificiale generativa.

La nuova Siri si presenta come un assistente personale capace di attingere al contesto dell’utente, messaggi, email, foto e altre informazioni presenti sul dispositivo, per rispondere a domande, agire in base a quanto mostrato sullo schermo e portare a termine attività direttamente dentro le app di terze parti. Su iPhone, la funzione più interessante è probabilmente la modalità integrata con la fotocamera, capace di rispondere a domande su ciò che l’utente sta inquadrando in quel momento.

L’assistente si adatta poi a ogni dispositivo della gamma: su iPhone Duo arriva una nuova app Siri dedicata che conserva la cronologia delle conversazioni sincronizzata tramite iCloud, su Apple Watch è accessibile tramite un’app dedicata e un quadrante Siri Modular, mentre su AirPods si può interagire a mani libere semplicemente tramite gesti del capo e comandi vocali.

Apple sottolinea che gran parte dell’elaborazione avviene sul dispositivo, mentre le richieste più complesse vengono gestite tramite Private Cloud Compute, mantenendo i dati personali criptati e inaccessibili alla stessa Apple. La disponibilità è fissata per il 14 settembre, con supporto iniziale per 16 lingue tra cui inglese, spagnolo, francese, tedesco, giapponese e coreano.

Qui arriva però la precisazione più importante per noi che siamo in Italia o comunque nel resto dell’Unione Europea.

Apple aveva già comunicato ufficialmente lo scorso giugno che Siri AI non sarà disponibile su iPhone e iPad europei al lancio di iOS 27 e iPadOS 27, restando invece accessibile su macOS 27 e visionOS 27. La causa è un braccio di ferro ancora aperto con i regolatori dell’Unione Europea sul Digital Markets Act: secondo Apple, le soluzioni proposte per garantire interoperabilità con assistenti concorrenti senza compromettere sicurezza e privacy non sono state accettate da Bruxelles, mentre la Commissione europea sostiene che sia Apple a non aver voluto concedere ai concorrenti lo stesso livello di accesso alle API di sistema di cui gode Siri.

Non esiste, al momento in cui scriviamo, una data alternativa per l’arrivo di Siri AI su iPhone e iPad in Europa, e questo significa che diverse delle funzioni descritte in questo articolo, dalla nuova Siri fino a Live Translation sulle AirPods, potrebbero non essere disponibili da subito per chi acquista questi dispositivi nel nostro continente.

Un tema che meriterà sicuramente un articolo dedicato a parte, visto quanto la questione europea rischi di pesare sull’esperienza reale di chi comprerà questi dispositivi nei prossimi mesi.

Per il momento, questo era tutto quello che c’era da sapere sull’evento di ieri sera: restate con noi, perché nel corso della giornata arriveranno gli approfondimenti singoli su ogni prodotto annunciato.

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