Galaxy Watch Ultra 2: emergono dettagli sullo Snapdragon Wear Elite

Galaxy Watch Ultra 2: emergono dettagli sullo Snapdragon Wear Elite

Watch Ultra 2

Il database di Geekbench ha svelato dettagli inediti sul processore che potrebbe alimentare il Galaxy Watch Ultra 2. Qualcomm aveva già annunciato mesi fa il suo primo chip Snapdragon Wear Elite per smartwatch, confermando Samsung e Motorola come partner di lancio, ma senza rivelare la configurazione esatta di CPU e GPU. Ora, grazie a una scheda tecnica individuata su Geekbench dal creator coreano Gamma0Burst, sappiamo che il chip, nome in codice Vienna, monta una CPU a cinque core: un Cortex-A78C a 2,11GHz affiancato da quattro Cortex-A55 a 1,96GHz, con GPU Adreno 622 dotata di una singola compute unit. Il dispositivo testato monterebbe 4GB di RAM con Android 16.

I numeri raccontano un salto prestazionale piuttosto netto rispetto all’attuale soluzione interna di Samsung, l’Exynos W1000, anch’esso realizzato a 3nm ma con clock inferiori. Nel test single-core, lo Snapdragon Wear Elite ottiene 573 punti contro i 371 dell’Exynos, un vantaggio del 54%. Sul multi-core il divario resta simile, con 1.069 punti contro 683, pari a un miglioramento del 56%. Anche sul fronte grafico la differenza è marcata: la GPU Adreno 622 segna 1.459 punti nel test GPU Compute di Geekbench, contro i 993 della Mali-G68 montata sull’Exynos, un vantaggio di circa il 47%.

Numeri che, se confermati sul prodotto finale, rappresenterebbero un aggiornamento tangibile per chi userà il dispositivo quotidianamente.

Se Samsung dovesse effettivamente equipaggiare il Watch Ultra 2 con questo chip, il salto generazionale rispetto al primo Galaxy Watch Ultra potrebbe essere sostanziale, non solo sul fronte potenza di calcolo. I rumor più recenti parlano anche di un display decisamente più luminoso, con picco fino a 5.000 nit, storage raddoppiato a 64GB e una batteria da 800 mAh, più ampia rispetto alla generazione precedente e capace di garantire un’autonomia sensibilmente superiore.

Messi insieme, questi elementi disegnano un dispositivo che punta a colmare diverse delle lacune segnalate sul modello originale.

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