Con l’odore delle grigliate di Ferragosto già nell’aria, l’ultimo episodio “chill” del podcast IO&TEch si lancia in una dichiarazione d’amore viscerale per i dispositivi più snobbati ma amati di sempre: i form factor compatti. Jacopo, fiero portabandiera della nostalgica “gang del mini”, esplora l’attuale significato di questa parola nell’ecosistema di Cupertino.
Se il Mac mini ha vissuto una rinascita trionfale guidando l’era Apple Silicon e l’iPad mini OLED si prepara a dominare l’autunno (sfoggiando chip A20 Pro a 2 nanometri, un display più ampio da 8,4 pollici e un innovativo sistema audio senza griglie fisiche), per quale assurdo motivo lo smartphone da taschino dovrebbe restare nel dimenticatoio?
Interrogando direttamente l’intelligenza artificiale, la puntata tratteggia i contorni di un ipotetico e clamoroso “iPhone 18 mini”. Immaginate un gioiellino che sfrutta la nuovissima tecnologia BRS per compattare i cablaggi e inserire un display LTPO con Dynamic Island da quasi 5,8 pollici nello stesso e identico corpo del vecchio 13 mini.
Aggiungete poi l’efficienza mostruosa dei processori a 2 nanometri, capaci non solo di azzerare i problemi di dissipazione termica, ma di raddoppiare letteralmente l’autonomia spremendo energia da una batteria ad alta densità.
Il risultato? Scopritelo nella puntata di oggi di IO&TEch.


