Valve ha aperto ufficialmente le prenotazioni per Steam Frame, il visore VR standalone annunciato dieci mesi fa e concepito attorno a una filosofia che l’azienda definisce “streaming-first”.
Il dispositivo arriva in due tagli di memoria: 1.049 euro per la versione da 256GB e 1.279 euro per quella da 1TB, entrambe comprensive di visore, controller tracciati e dongle USB. Quest’ultimo rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, dato che crea una connessione wireless diretta punto-punto tra computer e visore sfruttando una banda Wi-Fi 6E a 6GHz dedicata. Da segnalare che lo slot microSD presente sul visore permette comunque di ampliare lo spazio disponibile, rendendo meno vincolante la scelta del taglio di memoria iniziale.

Un sistema operativo familiare
Sul fronte software, Steam Frame gira su SteamOS, il sistema operativo basato su Linux già visto su Steam Deck e Steam Machine, qui adattato all’utilizzo in realtà virtuale. Il visore può eseguire localmente giochi Linux e Windows compatibili, inclusi titoli SteamVR, appoggiandosi a Proton per la compatibilità Windows e a FEX per tradurre il codice x86 verso il processore ARM. I giochi Android passano invece attraverso un livello di compatibilità separato chiamato Lepton, con la possibilità per gli sviluppatori di distribuire direttamente su Steam le proprie build ottimizzate per mobile.
Il tracciamento non richiede stazioni esterne: il dispositivo si orienta autonomamente insieme ai controller grazie a quattro telecamere in scala di grigi, due delle quali utilizzabili anche per il passthrough monocromatico, affiancate da un sistema di eye tracking sfruttato per lo streaming in fov.



Tanti, troppi accessori non inclusi
Per migliorare l’ergonomia, Valve propone separatamente un kit di accessori a 69 euro, comprensivo di cinghia superiore, impugnature per i controller in stile Index e un blocca-luce esteso da fissare sul naso per ridurre le infiltrazioni luminose. Il visore si ricarica via USB-C ma non include l’alimentatore nella confezione, acquistabile a parte, così come esiste un kit di ricambio per gli accessori inclusi qualora venissero danneggiati o smarriti.
Chi desidera il passthrough a colori, assente di serie, può invece guardare all’accessorio sviluppato da Arcturus Vision, un modulo da appena 10 grammi dotato di doppio sensore RGB Sony da 32 megapixel, che si aggancia alla porta di espansione PCI-E del visore.

Un capolavoro in omaggio
La notizia forse più rilevante riguarda però i contenuti: Half-Life: Alyx è incluso con ogni Steam Frame per chi non lo possiede già, e soprattutto gira in versione nativa ARM a 64 bit direttamente sul visore, senza bisogno di un PC collegato. Valve spiega che l’integrazione completa del rendering basato su eye tracking ha rappresentato la svolta decisiva per rendere possibile questa versione standalone, affiancata da oltre un anno di lavoro su driver grafici Vulkan, ottimizzazioni SteamVR e migliorie al gioco stesso che confluiranno anche nella build Windows.
Non sono state apportate modifiche ai contenuti, quindi gli elementi del Workshop funzionano automaticamente, e il supporto Steam Cloud per i salvataggi permette di passare liberamente tra esecuzione standalone e streaming da PC.
Oltre ad Alyx, Valve ha già verificato altri 70 titoli VR capaci di girare correttamente in modalità standalone, ottenendo così l’etichetta “Steam Frame Verified”: tra questi figurano nomi noti come Beat Saber, Superhot VR, Job Simulator, Pistol Whip, Red Matter e Arizona Sunshine VR 2. Una lista rispettabile, certo, ma che difficilmente contiene quella hit capace da sola a trainare le vendite di un dispositivo da oltre mille euro.
Il mercato della realtà virtuale resta d’altronde una nicchia piuttosto contenuta, e la scarsità di produzioni realmente ambiziose continua a rappresentare il tallone d’Achille dell’intero settore, indipendentemente dalla qualità dell’hardware proposto.

La cinica lotteria dell’hardware
Le prenotazioni, va precisato, non funzionano come un preordine tradizionale: Valve ha adottato lo stesso sistema già utilizzato per Steam Machine (noi stiamo aspettando ancora il nostro turno NdR), con una registrazione iniziale seguita da un sorteggio casuale che assegnerà a ciascun utente una posizione in coda virtuale, così da limitare l’azione degli scalper.
Chi si registra entro 72 ore dall’apertura ha esattamente le stesse probabilità di chiunque altro.
Il quadro complessivo che emerge è quello di un hardware davvero notevole, tra tracciamento inside-out, eye tracking, streaming wireless dedicato e un ecosistema aperto come pochi altri, ma con un catalogo software che, almeno per ora, non sembra all’altezza dell’ambizione tecnica messa in campo da Valve.
Se siete interessati, Steam Frame è disponibile sullo store ufficiale di Valve.
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