A quanto pare il fatto che Google abbia deciso di andare all-in con l’IA, sta portando ad un improvviso cambio di passo, dato che molti utenti stanno cambiando motore di ricerca per evitare l’integrazione forzata degli algoritmi generativi. Durante l’ultima Google I/O, il colosso di Mountain View ha svelato una profonda ristrutturazione della propria piattaforma, la quale include agenti intelligenti capaci di monitorare la rete ventiquattro ore su ventiquattro.
Un’evoluzione che a quanto pare non ha incontrato il favore di tutto il pubblico, dal momento che una fetta consistente di navigatori preferisce risultati tradizionali e liberi da sistemi di tracciamento pubblicitario avanzati. Di conseguenza, si sta registrando una fuga silenziosa ma significativa verso lidi digitali più protetti.
Tra i principali beneficiari di questa controtendenza si colloca DuckDuckGo, una piattaforma che ha registrato un’impennata straordinaria nei download della propria applicazione negli Stati Uniti. Nel periodo compreso tra il 20 e il 25 maggio, gli utenti che stanno cambiando motore di ricerca hanno fatto schizzare le installazioni settimanali dell’app, con una crescita media del 18%. I dati legati al mondo iOS mostrano incrementi ancora più netti, con un picco del 70% di nuovi download registrato subito dopo l’evento della concorrenza.

Anche il traffico web verso la versione desktop del sito ha visto un incremento notevole, segno tangibile del fatto che la tutela dei dati personali rappresenta ancora un valore fondamentale per il mercato odierno.
Il motivo principale che spinge le persone a compiere questa scelta risiede nella flessibilità del software, il quale permette di disattivare completamente le funzioni IA.
Sebbene DuckDuckGo includa il proprio assistente Duck.ai, gli utenti che stanno cambiando motore di ricerca possono spegnere questo strumento attraverso un semplice selettore presente nelle impostazioni dell’applicazione per Android e iOS. Questa possibilità di personalizzazione totale si contrappone alla rigidità dei nuovi servizi di Google, una netta divisione che potrebbe ridisegnare gli equilibri della navigazione sul web nei prossimi mesi dell’anno.


