Regole UE sulle batterie: Apple, Google e Samsung non hanno nulla di cui preoccuparsi

Regole UE sulle batterie: Apple, Google e Samsung non hanno nulla di cui preoccuparsi

Le nuove regole UE sulle batterie entreranno in vigore definitivamente a partire dal febbraio 2027, ma questa scadenza potrebbe non stravolgere il design degli smartphone di fascia alta come molti temevano inizialmente. Sebbene la normativa imponga l’obbligo di rendere le celle facilmente rimovibili, il testo include una deroga fondamentale per chi garantisce una durabilità superiore agli standard comuni.

Se un dispositivo mantiene l’80% della propria capacità originale dopo almeno 1.000 cicli di ricarica completi e dispone di una certificazione di impermeabilità elevata, Apple e gli altri produttori possono evitare l’uso di scocche apribili a favore di strutture sigillate che risultano più resistenti.

Se si analizzano i dati ufficiali del database europeo EPREL, emerge chiaramente come molti marchi abbiano già anticipato le regole UE sulle batterie attraverso il miglioramento della chimica dei propri componenti. Esistono infatti diversi modelli che soddisfano i requisiti di longevità richiesti o che addirittura li superano in modo netto.

L’iPhone 17 Pro Max e il Google Pixel 10 Pro sono ufficialmente certificati per 1.000 cicli, mentre il Samsung Galaxy S26 Ultra si spinge fino a 1.200 cicli. Risulta ancora più interessante il caso del Nothing Phone 4a Pro, il quale tocca quota 1.400 cicli e conferma che la resistenza estrema all’usura sta diventando un parametro fondamentale per l’intero settore.

A quanto pare le regole UE sulle batterie non servono solo a facilitare le riparazioni, ma agiscono come un catalizzatore per innalzare la qualità dell’hardware a beneficio dei consumatori. L’utente finale potrà disporre di smartphone che conservano un’ottima autonomia per diversi anni, e che limitano sensibilmente la necessità di sostituire l’accumulatore o l’intero apparecchio in tempi brevi.

Grazie a questa spinta legislativa verso l’eccellenza dei materiali, l’industria dovrà conciliare la ricerca di prodotti estetici e sottili con la responsabilità ambientale che deriva dal contrasto all’obsolescenza programmata dei dispositivi elettronici.

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