Google Earth: arriva l’IA che reinventa i luoghi reali

Google Earth: arriva l’IA che reinventa i luoghi reali

Google Earth

Google Earth ha integrato al suo interno Nano Banana 2, il modello di generazione immagini basato su IA sviluppato da Google, ora disponibile anche con il piano gratuito, seppur limitato a tre elaborazioni. La funzione, ancora in fase sperimentale, permette di combinare le immagini satellitari, aeree e tridimensionali della piattaforma con la capacità dello strumento di generare scenari radicati nella realtà geografica del luogo scelto.

Bryan Horowitz, product manager di Google Earth, ha spiegato che per la prima volta diventa possibile creare immagini personalizzate partendo direttamente dai dati cartografici reali. Per provarla basta aprire l’app, raggiungere il luogo di interesse, passare alla visualizzazione 3D e selezionare Strumenti seguito da Creazione immagine, per poi digitare la propria richiesta in un campo di testo dedicato.

Google presenta la funzione soprattutto come un modo per riportare in vita la storia, citando come esempio ufficiale la ricostruzione di Pompei in versione animata e brulicante di vita. Volendo restare in Italia, lo stesso principio si presta benissimo a esperimenti simili sui monumenti di Roma: si può chiedere allo strumento di restituire il Colosseo nel suo aspetto originario, con i marmi ancora intatti e le gradinate piene, oppure osare qualcosa di decisamente più stravagante, come trasformare il Parco di Caracalla in un enorme parco acquatico con scivoli e piscine al posto delle antiche terme.

Un esercizio evidentemente non filologico, ma capace di restituire un colpo d’occhio decisamente più coinvolgente rispetto a una semplice foto statica su un libro di scuola.

Oltre agli scenari più giocosi, Google sottolinea un utilizzo pratico dello strumento: la creazione di infografiche e dati aggiuntivi su siti specifici, utili per esempio in ambito didattico, oppure la visualizzazione di progetti edilizi ancora sulla carta, sfruttando le immagini satellitari reali come base di partenza.

Un settore, quest’ultimo, che finora richiedeva software di modellazione 3D piuttosto complessi e costosi, e che ora si apre potenzialmente a chiunque abbia in mente un progetto da immaginare prima ancora di costruirlo.

Resta da capire quanto Google intenda spingersi oltre con questa sperimentazione, ma il principio di base, quello di piegare la realtà cartografica a piacimento con un semplice prompt testuale, è ormai una possibilità concreta e alla portata di tutti.

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