L’Unione Europea ha introdotto una serie di eccezioni alla normativa sulle batterie sostituibili, in vigore da febbraio 2027, per tutte quelle categorie di dispositivi dove il requisito rischierebbe di compromettere caratteristiche importanti come la resistenza all’acqua.
Rientrano in questa deroga i cosiddetti “wet appliances”, ovvero dispositivi indossabili pensati per funzionare in ambienti dove è probabile il contatto con l’acqua o addirittura l’immersione: auricolari wireless, fasce cardio, occhiali smart, smartwatch e speaker wireless da esterno. Una seconda categoria di esenzione riguarda invece la miniaturizzazione: dispositivi talmente piccoli e con componenti interni così compressi che tentare di rimuovere la batteria comporterebbe un rischio concreto di danneggiarla, con tutti i pericoli che una batteria al litio danneggiata comporta.
In questi casi la sostituzione resterà comunque possibile, ma solo da parte di personale professionista qualificato.
Va precisato che “batteria sostituibile dall’utente” non significa necessariamente rimovibile a mani nude come sui vecchi telefoni con cover posteriore removibile: la normativa richiede semplicemente che l’operazione sia fattibile con strumenti di base, come un cacciavite o una leva. Per gli smartphone esiste un’ulteriore eccezione specifica, che riguarda i dispositivi con certificazione almeno IP67 e batteria capace di mantenere l’83% della capacità originale dopo 500 cicli di ricarica, o l’80% dopo 1.000 cicli: anche qui la sostituzione sarà riservata ai professionisti. Una soglia che coprirebbe la maggior parte dei flagship moderni e molti modelli di fascia media.
La Commissione Europea ha inoltre lasciato aperta la porta a nuove esenzioni future, da valutare in base agli sviluppi di mercato e ai progressi tecnici e scientifici.


