Gemini per Siri: Google conferma l’arrivo entro fine 2026

Gemini per Siri: Google conferma l’arrivo entro fine 2026

Durante la conferenza Cloud Next 2026, Google ha confermato la tanto attesa integrazione di Gemini per Siri, che darà il via all’inizio di una collaborazione storica tra i due giganti della tecnologia. Thomas Kurian, a capo della divisione cloud di Google, ha spiegato che la sua azienda agirà come fornitore privilegiato per supportare i modelli di fondazione di Apple, i quali saranno basati proprio sull’intelligenza artificiale prodotta a Mountain View.

Questa partnership permetterà di potenziare l’ecosistema di Apple Intelligence con capacità di elaborazione avanzate, le quali sono necessarie per gestire l’enorme carico di richieste previsto per il prossimo futuro.

L’arrivo di Gemini per Siri permetterà all’assistente vocale di diventare molto più personale e intelligente, e supererà finalmente i limiti che ne avevano frenato lo sviluppo negli ultimi anni. Sebbene il lancio sia previsto entro la fine del 2026, è molto probabile che una prima anteprima di queste nuove funzioni venga mostrata durante la WWDC del prossimo 8 giugno insieme a iOS 27. Resta ancora da chiarire se il sistema si appoggerà interamente ai data center di Google o se sfrutterà l’infrastruttura Private Cloud Compute di Apple per garantire la massima protezione della privacy degli utenti.

Il progetto che vede protagonista Gemini per Siri ha affrontato un percorso tortuoso, iniziato con i primi rinvii registrati nel marzo del 2025 a causa di alcune difficoltà legate alla precisione delle risposte. Apple ha lavorato intensamente per affinare la tecnologia e ha chiesto a Google di predisporre dei server dedicati, così da evitare rallentamenti dovuti all’altissima richiesta di elaborazione in cloud.

Con la scadenza fissata per il 31 dicembre 2026, l’azienda si trova ora nelle fasi finali di test per consegnare al pubblico un’esperienza utente rivoluzionaria che promette di cambiare radicalmente il modo in cui interagiamo con i nostri dispositivi mobili.

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