Si chiama Muse Charm, ed è il dispositivo con cui Meta ha chiuso il Meta Connect 2026 il 23 settembre.
Doveva essere l’anno di GTA6, e in parte lo è ancora, visto che l’uscita resta fissata al 19 novembre. Ma prima che Rockstar ci consegni Vice City, è arrivato qualcos’altro a distrarci: Meta ha presentato un vero e proprio Tamagotchi potenziato dall’intelligenza artificiale. Non è una battuta nostra, lo dice praticamente ogni testata che ha coperto l’evento.
Durante il Meta Connect 2026, Mark Zuckerberg ha chiuso il keynote con il classico momento “one more thing”, tirando fuori dalla tasca un piccolo dispositivo grande più o meno quanto un Apple Watch.
Si chiama Muse Charm, e sì, ha un avatar interattivo che ricorda da vicino quello dei giocattoli giapponesi degli anni Novanta. La differenza, stavolta, è che dentro non c’è un semplice chip da pochi centesimi, ma un modello vocale che risponde in tempo reale.
Cosa fa davvero il Muse Charm
Partiamo da quello che sappiamo con certezza, perché Meta ne ha detto pochissimo. Il dispositivo funziona come punto d’accesso portatile all’agente IA Muse, quello che l’azienda considera ormai il fulcro della propria strategia sull’intelligenza artificiale. Basta un tap sul sensore di impronte digitali posto su un angolo del Charm per iniziare a parlare, senza sbloccare il telefono né aprire alcuna app.
Zuckerberg lo ha descritto come il modo più veloce per parlare con Muse quando non si indossano gli occhiali smart, aggiungendo che il dispositivo può anche “mostrare cosa sta succedendo intorno a te”. Una frase che lascia intendere qualche forma di percezione visiva, anche se Meta non ha confermato la presenza di una fotocamera vera e propria.
C’è anche la presenza di un piccolo display digitale integrato, ma anche qui restano più le domande che le risposte. Il pacchetto tecnico racchiuso dentro, secondo Zuckerberg, comprende l’intero stack vocale e visivo di Muse, compressa in un oggetto che sta comodamente su un portachiavi.
Quando esce il Muse Charm e quanto costerà
Sul fronte pratico, le informazioni scarseggiano parecchio. Meta punta a un lancio entro dicembre, giusto in tempo per le feste natalizie, ma non ha ancora annunciato un prezzo ufficiale.
Alcune fonti riportano che l’azienda vorrebbe posizionarlo su una fascia simile a quella di uno smartwatch, ma si tratta di un’indicazione informale, non di un dato confermato.
Restano poi diversi buchi informativi non da poco: autonomia della batteria, tempi di ricarica, ed eventuali costi aggiuntivi legati a una possibile connettività cellulare integrata.
Lo stesso team hardware di Meta ha ammesso sul palco di dover ancora finalizzare alcuni componenti. Non esistono preordini attivi, e difficilmente arriveranno prima che Meta sciolga questi dubbi tecnici.

Perché Meta sta investendo così tanto sul Muse Charm
Dietro il Muse Charm c’è una strategia più ampia, e piuttosto esplicita: Zuckerberg vuole ridurre la dipendenza di Meta dalla distribuzione controllata da Apple e Google, e vuole puntare su hardware proprietario capace di raggiungere gli utenti senza passare per un iPhone o uno smartphone Android.
Nello stesso evento, l’azienda ha annunciato anche i nuovi Meta VR Glasses da 1.299 dollari, attesi in primavera 2027, insieme alla volontà di offrire oltre cento varianti di occhiali con IA entro la fine dell’anno.
I precedenti, però, non sono così incoraggianti. I Ray-Ban Display, abbinati al bracciale Neural Band, avevano venduto circa 15.000 unità nel primo trimestre 2026, appena il 6% del mercato degli occhiali smart, costringendo Meta a mettere in pausa l’espansione in Regno Unito, Francia, Italia e Canada per concentrarsi sulla domanda statunitense.
C’è poi un dettaglio curioso emerso proprio in questi giorni: Amazon avrebbe bloccato Muse dal completare acquisti direttamente sul proprio sito, segnale di quanto un agente IA dipenda comunque dalla buona volontà di piattaforme che non hanno alcun interesse a facilitargli il lavoro.
Le nostre considerazioni
Che il Muse Charm diventi un successo o l’ennesimo esperimento archiviato in fretta, come è già successo a dispositivi simili nel recente passato, resta tutto da vedere.
Quello che ci convince meno, per ora, è la totale assenza di dettagli concreti su un prodotto presentato con tanta enfasi sul palco.
Nel frattempo, possiamo comunque dire di aver visto annunciare un Tamagotchi dotato di intelligenza artificiale prima ancora di mettere le mani su GTA6.
Domande frequenti
No, per ora è stato solo presentato al Connect 2026 del 23 settembre. Meta punta a farlo arrivare sul mercato entro dicembre, in tempo per le feste, ma non ci sono ancora preordini attivi né una data di lancio precisa.
Non si sa ancora. Meta non ha annunciato un prezzo ufficiale, e alcune fonti parlano informalmente di una fascia simile a quella di uno smartwatch, ma si tratta di un’indicazione non confermata dall’azienda.
Non è chiaro. Zuckerberg ha detto che il dispositivo può mostrare cosa succede intorno all’utente, ma Meta non ha confermato ufficialmente la presenza di una fotocamera vera e propria.
No. Il dispositivo funziona come punto d’accesso indipendente all’agente IA Muse, attivabile con un semplice tocco sul sensore di impronte digitali, senza bisogno di sbloccare uno smartphone o aprire un’app.
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