Meta Connect 2026: cosa cambia nel mercato dei dispositivi intelligenti

L'intelligenza artificiale esce dagli sche(r)mi
Capitoli7
Trascrizione completa
Ho compiuto 33 anni un mese e una settimana fa, ma il più grosso desiderio che ho in questo momento è quello di comprare un piccolo Tamagotchi. Ok, ok, ok, devo farlo anche questa settimana, per cui l'invito è lo stesso di sette giorni fa. Se volete semplicemente sentirmi blatterare di tecnologia, andate al prossimo capitolo.
Però non potevo semplicemente ringraziarvi perché mi sono commosso negli ultimi giorni perché vi ho raccontato quello che è successo sia qualche puntata fa quando purtroppo mia nonna ci ha salutati e ovviamente poi ne ho parlato in maniera più estesa all'inizio della scorsa puntata e soprattutto negli ultimi giorni mi avete scritto in tanti e mi sono sentito veramente abbracciato da una piccola comunità Sicuramente questo per me è un progetto molto importante, perché YeTech è nato oramai più di dieci anni fa. Abbiamo superato in queste settimane le 600 puntate e sicuramente non ho una community grossa come quella di EasyApple, come quella di Digitalia, come quella del Saggio Podcast, però… Ho al mio fianco delle persone con cui pensavo semplicemente di condividere una passione per la tecnologia.
E sicuramente la tecnologia resta il faro e resterà il faro principale di questo progetto. Però voi siete delle persone e io sono una persona. Pensavo semplicemente di essere una voce, pensavo di essere un pensiero che commentava un qualcosa che ci piace osservare.
In realtà, nelle ultime settimane, soprattutto negli ultimi giorni, mi sono, ripeto, commosso nel vedere che per voi sono prima una persona che è un pensiero. E quindi mi avete scritto perché vi faceva piacere avvicinarvi alla persona, a quello che per voi potrebbe essere semplicemente un amico. Ed è la cosa che Federico ha detto anche nella puntata di venerdì scorso di The Apple.
Questo anche per me è un aperitivo virtuale. Questo podcast, se non fosse per dei versi che uscirebbero dal microfono, o meglio, uscirebbero nei vostri auricolari ed entrerebbero nel microfono, lo vorrei registrare con una bottiglia di birra al mio fianco. Spesso questo podcast lo registro nelle ore dell'aperitivo, quindi È bello parlare di tecnologia perché è una passione, quindi è importante anche la condivisione e la condivisione quando passa anche per un affetto è una cosa che si rafforza e devo essere onesto che io l'affetto in questi ultimi giorni l'ho sentito tutto e mi avete anche fatto capire quanto questo podcast…
sia importante per quanto ripeto un piccolo podcast indipendente poi è vero devo ringraziare Gigi devo ringraziare Francesco perché negli ultimi anni comunque si è avvicinata una realtà come quella di Digiti in forte espansione e sicuramente con Francesco che avete ascoltato più volte all'interno di questo podcast Con Gigi, che spero possa venire ospite su Yetek presto, c'è dell'affinità. Però mi avete fatto sentire importante, cioè, o meglio, avete fatto sì che nella vostra vita ci fosse stato un piccolo momento, ci sia stato un piccolo momento in cui avete pensato a me come persona. oltre alla voce che parla della tecnologia e quindi devo iniziare questo podcast con un grazie enorme.
E non voglio fare nomi perché mi avete scritto su Twitter, mi avete scritto su Telegram, mi avete scritto ovviamente su iMessage perché anche persone che ho costantemente al mio fianco non avevano capito… quanto in realtà l'ultimo periodo non fosse stato facile non sia stato facile oggi non so parlare però questi primi cinque minuti li voglio tenere così com'è perché voglio che questo sia un podcast sincero è sempre stato un podcast sincero spero possa continuarlo ad essere perché ripeto la tecnologia è passione comune e sicuramente poi nelle prossime settimane torneremo su alcuni argomenti che abbiamo affrontato negli ultimi 15 giorni, per cui torneremo a parlare di iPhone 18 Pro, torneremo a parlare di iOS 27, perché io sto registrando lunedì 28, quindi questo podcast poi uscirà tra un paio di giorni. In questo momento non è ancora uscita la 27.0.1, però i rumor dicono che dovrebbe uscire stasera per cui magari voi mi saprete dire un pochino come staranno andando le cose e ripeto, magari poi ci torniamo la prossima settimana.
Però oggi voglio tornare a parlare di intelligenza artificiale perché è l'argomento dell'anno, forse sarà l'argomento del decennio. e ovviamente non voglio che sia poi l'argomento principe di questo podcast perché ne sentiamo parlare tanto e in questi giorni ne sentiamo parlare al telegiornale di quello che ha fatto CiaGPT, dell'incontro tra Donald Trump e Daria Modei E non voglio che questo sia l'ennesimo podcast di Geopolitica, perché ne parla Matteo Flora, ne parlano a ScrittiG24, ma questo è un podcast dove raccontiamo del lato umano della tecnologia. Io e tech è semplicemente io che do del tuo alla tecnologia, è ovviamente un io ipotetico.
noi dobbiamo dare del tuo alla tecnologia, dobbiamo far sì che possa diventare una materia, diciamo, comprensibile. E quindi la puntata di oggi parte, secondo me, da un buonissimo presupposto, ovvero quello che è successo la scorsa settimana. Perché è vero, questo podcast parla soprattutto di Apple e quando usciamo dal seminato parliamo di Google, parliamo di Samsung.
Però ci sono aziende di cui spesso ci dimentichiamo ed una di queste sicuramente è Meta. Sicuramente Mark Zuckerberg è uno dei padri putativi della tecnologia degli ultimi anni. Sicuramente non so se è una figura tossica oppure è una figura benevola, diciamo così, però sicuramente Meta è qualcosa di cui abbiamo parlato in precedenza perché credo che quando questo podcast si è partito in realtà l'azienda aveva un altro nome.
Ricordiamoci Facebook che era non solo… appunto la holding, ma era il nome del social network più utilizzato. Poi, dopodiché, adesso abbiamo Meta, che è appunto l'azienda che fa da cappello sicuramente a tre grossi brand, che sono WhatsApp, Instagram e appunto Facebook stessa.
Ma Facebook come social network adesso non so nemmeno a che livello considerarlo. Ovviamente è il social network dei boomer e adesso abbiamo Instagram, abbiamo TikTok e abbiamo Twitter che secondo me potrebbe entrare in classifica. Abbiamo Threads, il social network che copia il progetto di Elon Musk in salsa Zuckerberg.
E in questo ultimo minuto abbiamo parlato semplicemente di qualcosa di software. Non abbiamo parlato di hardware, eppure credo ai tempi di Facebook, di quando ancora la old si chiamava Facebook, Mark Zuckerberg ha comprato Oculus. Ricordiamoci di quali erano i visori per la realtà virtuale ai tempi.
Adesso in realtà abbiamo i nuovi visori Quindi sicuramente anche la questione del metaverso è stata spesso dibattuta. Ripetiamo quello che a volte ci dimentichiamo, ovvero il fatto che Mark Zuckerberg ha cambiato il nome della sua azienda proprio per andare in una direzione… che non so bene quale possa essere cos'è il metaverso nel 2026 c'è la realtà virtuale c'è la realtà aumentata c'è la realtà mista e per rimanere nel nostro ambientino domestico ci ricordiamo tutti di quello che è stato apple vision pro ne abbiamo parlato circa un mese fa in compagnia di mario perché con lui abbiamo raccontato i 15 anni dell'era di Tim Cook e sicuramente il Vision Pro di Apple è stato forse uno dei prodotti più discussi.
Meta ha fatto sicuramente degli ottimi dispositivi che credo non abbiano però giustificato il passaggio da Facebook a Meta. come nome. Il metaverso non è un ambiente che oggi riconosciamo come qualcosa di quotidiano.
Ricordiamoci tutti il disegnino di Mark Zuckerberg, l'avatar di Mark Zuckerberg nel metaverso era un meme e noi tutti nella sua testa dovevamo diventare qualcosa di simile e poi oggi continuiamo ad usare dei telefoni che costano 1489 euro che ogni tanto si riavviano spero che con la 27.0.1 che dovrebbe uscire questa sera tutto possa sistemarsi poi ripeto ne parliamo ma volevo un attimino sfogarmi però le cose stanno andando in una maniera differente perché, e veniamo a quello che dicevamo una decina di minuti fa, il grosso tema di questi ultimi mesi è sicuramente quello dell'intelligenza artificiale, mondo in cui Mark Zuckerberg si sta ritagliando il suo spazio, perché l'intelligenza artificiale generativa è qualcosa che Meta sta iniziando a conoscere e sta iniziando a presidiare con un dispositivo che già conosciamo perché quando parliamo di occhiali a cui si applica l'intelligenza artificiale i primi che ci vengono in mente sono appunto i Ray- Ban Meta quindi abbiamo la partnership tra Zuckerberg e Luxottica e Ne vediamo tanti in giro. Vediamo sicuramente le vetrine, mi viene in mente, di Salmo Iraghi e Viganò in cui i Reiban Meta sono spesso messi in vetrina. Li sto vedendo utilizzati da persone attorno a me.
Sicuramente in un paesino di ventimila anime ne ho visti due o tre. Ho degli amici che li usano per fare contenuti sui social, oltre ovviamente agli influencer, grazie ai quali si sono sbloccate un po' di possibilità. Quindi Meta si sta ritagliando il suo spazio.
La scorsa settimana però sono arrivati altri due dispositivi e mezzo, diciamo così. E secondo me è interessante andare ad analizzare quelle che sono state le novità che Zuckerberg ha presentato al suo MetaConnect per scoprire quali potrebbero essere dei trend, perché questa puntata sarà molto collegata con alcuni dei rumor, quindi… parleremo di qualcosa che in questo momento non si sta ancora concretizzando, però dobbiamo anche ricordarci quella che poteva essere forse una delle zampate di Apple e dobbiamo già mettere le mani avanti.
Ovviamente sto parlando di iPhone Duo perché tra un giorno inizieremo ad essere nel mese del lancio del pieghevole di Apple sicuramente il mondo delle anticipazioni fa male alla tecnologia Samsung d'altro canto produceva già i display per cui poteva avere delle notizie ufficiali Però da quanto tempo anche noi conosciamo le proporzioni diverse dell'iPhone Duo? Quanto abbiamo storto il naso perché gli altri pieghevoli andavano in una direzione mentre quello di Apple aveva preso una strada tutta sua? Eppure abbiamo visto sicuramente il Samsung Galaxy Z Fold 8, Abbiamo visto quello che Huawei sta facendo e la mossa di Apple secondo me potrebbe essere una di quelle grazie alle quali il mercato ha preso una direzione.
Che se vogliamo è stata anche la stessa di quello che all'inizio era l'iPhone Slim e poi si è chiamato iPhone Air. Pensiamo semplicemente al Galaxy S25 Edge, quindi comunque un telefono sottile. Il mercato è fatto anche di rumor, è fatto anche di contaminazioni e quindi proprio perché siamo in un mercato in piena evoluzione dobbiamo renderci conto di come questi prodotti di meta potrebbero andare ad influenzare altre aziende.
In tutto questo stiamo parlando, e lo abbiamo detto prima, di un'azienda che sviluppa prevalentemente servizi. Instagram, Whatsapp, Facebook sono prettamente servizi e stiamo sentendo di un'altra grande azienda che si chiama OpenAI che ha fatto una partnership con una persona che noi appassionati di Apple conosciamo bene e quindi sicuramente… Quello che Meta ha fatto la scorsa settimana potrebbe essere interessante anche sotto la prospettiva della collaborazione tra l'azienda di Sam Altman e quella di Johnny Ive, perché anche da quel punto di vista l'intelligenza artificiale diventa forse il sistema operativo della nostra vita.
E quindi, in prospettiva futura, quello che ha fatto meta la scorsa settimana e quello che potrebbe fare un domani OpenAI è anche interessante capirla per quello che potrebbe essere un altro device di Apple, un altro device di Samsung, un altro device di Google, commentiamo all'interno di questo podcast perché innanzitutto noi commentiamo l'hardware abbiamo parlato la scorsa settimana di un telefono che cambia tanto per cambiare poco o cambia poco per cambiare tanto qualche settimana prima con francesco abbiamo parlato di un pieghevole quanti dei commenti fatti da Mario nella puntata in cui abbiamo percorso i 15 anni dell'era di Tim Cook sono stati dei commenti su dispositivi hardware e a volte ci dimentichiamo del software e ripeto quello che ho detto in maniera sibillina qualche minuto fa io spero che i possessori di iPhone 18 Pro Abbiamo fatto un aggiornamento due giorni fa, ma nella mia linea temporale mi ritrovo con un dispositivo che continua a riavviare. e quindi il software è importante anche per questo e quindi quando abbiamo muse ovviamente quindi quello che è il chatbot di meta quando abbiamo chatgpt quando abbiamo Gemini, quando avremo in futuro, cioè la cosa vera è che parlo di presente indicativo per parlare appunto di tre, però devo usare il futuro, quando parliamo di Apple, però quando avremo un Apple Intelligence che funziona, le cose come andranno ad includere poi l'unione tra hardware e software? E se vogliamo questa è una delle più grosse vincite da parte di Apple perché quando parliamo di uno dei pilastri dell'azienda appunto abbiamo la coesione tra hardware e software.
L'iPhone funzionava bene perché era l'unione di due componenti fatte dalla stessa azienda. I Mac funzionano meglio perché sono computer con un sistema operativo prodotto dall'azienda che produce l'hardware e questa adesso diventa anche la componente fondamentale per i due prodotti più uno che ha presentato metà la scorsa settimana perché ovviamente adesso ho fatto un po di giri di parole però commentiamo quello che è arrivato E partiamo dal più uno, ho detto due dispositivi più uno perché dobbiamo partire da un aggiornamento di una partnership che è quella che commentavamo prima. Il primo prodotto del quale dobbiamo parlare assolutamente è l'evoluzione appunto della coesione con Ray- Ban perché arrivano praticamente gli occhiali per la realtà.
In questo caso non la realtà inteso come cattura della realtà, ma abbiamo un paio di occhiali per l'intelligenza artificiale senza telecamere. E se riflettiamo quello che la stessa Apple ha fatto quasi un mese fa, ci rendiamo conto delle potenzialità di un paio di occhiali anche senza le telecamere. Pensiamo a Siri Recap, pensiamo al fatto che adesso un paio di occhiali potrebbero catturare tutto quello che sentono nell'arco di una giornata e sul telefono farci un riassunto.
Quindi Clubhouse un pochino l'aveva anticipata come tendenza, però… Credo che la voce possa rappresentare il prossimo decennio, perché finora attivamente, proattivamente andiamo a consumare e andiamo ad includere. Guardiamo tante storie, continuiamo a scrivere con una tastiera fisica, con una tastiera virtuale, i prompt per vivere questo mondo dell'intelligenza artificiale.
Un domani sarà il mondo che ci circonda nei due modi con cui lo percepiamo che andranno ad evolversi. Il mondo lo percepiamo attraverso i cinque sensi, ma forse il I due principali sono la vista e l'udito. Un domani la vista e l'udito saranno aumentati dall'intelligenza artificiale.
La voce adesso sta diventando sempre più importante e ripeto, Apple ce l'ha fatto capire durante la presentazione del suo serie 12 e Ultra 4. E quindi un paio di occhiali come quelli di Meta, senza telecamere, andranno a far parte di un ecosistema che va a potenziarsi. La cosa interessante è che ovviamente un paio di occhiali come quelli che sono stati presentati la scorsa settimana si collegheranno al nostro smartphone ma all'applicazione Meta.
proprietaria perché purtroppo in Europa non è stato lanciato ma Muse come chatbot ha raggiunto come download i livelli di chatgpt quindi sicuramente da noi arriverà forse però anche Meta si sta ritagliando il suo spazio e ovviamente per come Apple negli anni si è ritagliata la propria fetta. Un domani lo farà Meta. Un domani che però è un mezzo oggi.
Perché in Europa ci continuiamo a lamentare. Perché Apple dovrebbe aprire tutto alle terze parti. In questo momento Meta non lo sta facendo.
Quindi i suoi occhiali funzionano con il suo chatbot. E quindi da questo punto di vista Meta ha un vantaggio competitivo, esattamente come finora abbiamo commentato l'ecosistema di Apple come l'ambiente perfetto per andare a creare un qualcosa di importante. E quindi l'Apple Watch funziona benissimo con l'iPhone, che a sua volta funziona benissimo con gli AirPods.
auricolari che si connettono in maniera istantanea al computer all'orologio all'ipad e meta sta sfruttando questa cosa proprio vantaggio esattamente come il nuovo visore per la realtà aumentata di meta è un visore che è comodo perché a differenza di apple vision pro porta ad un ambiente esterno diciamo così la parte computazionale e quindi abbiamo semplicemente un paio di occhiali scuri che mettiamo in testa sono comodi e grazie ai quali possiamo entrare nel metaverso e Guardando un pochino i filmati, guardando anche gli hands- on dei dispositivi che gli influencer hanno fatto alla presentazione della scorsa settimana, ho proprio avuto la sensazione che un paio di occhiali del genere, un visore del genere, potrei tranquillamente vedermeli usati in treno, usati in aereo, usati in metropolitana. Perché è vero, c'è un cavo che dall'occhiale… parte per arrivare ad un'unità esterna, però non è il visore ingombrante come quello che Apple ha presentato oramai tre anni fa.
E infatti si sta leggendo di un John Ternus che per ravvivare il progetto Apple Vision Pro sembra andare nella stessa direzione. E poi abbiamo lui, il Tamagotchi moderno. muse charm ma alla fine la forma è quella abbiamo una mascot diciamo così e tutto diventa quasi anche nostalgia marketing a chi è rivolto agli appassionati di tecnologia che siamo noi più o meno la media dell'età di questo podcast quanto può essere la mia età qualche anno in più qualche anno in meno e il Tamagotchi ce lo ricordiamo, quindi qualcosina di piccolino, con una connettività 5G, con la USB- C, con l'impronta digitale, perché a quanto pare Meta adesso sta pensando tantissimo alla privacy, e quindi secondo me è un'altra notizia che dobbiamo tenere in considerazione, però è un dispositivo che mi incuriosisce.
Non lo comprerò, Ma è un dispositivo che per me vuol dire tanto. Perché pensiamo semplicemente ad una cosa. Perché è quadrato, ha un display OLED, ha la connettività 5G e percepisce la nostra voce.
A me ricorda qualcosa. Che abbiamo al polso, che ha uno schermo OLED. potrebbe avere la connettività 5g e semplicemente ci ascolta e ritorniamo ancora al 9 settembre 2026 non vi ricorda l'apple watch non vi ricorda un dispositivo che percepisce la nostra voce e in quel caso anche visivamente ci fa vedere qualcosa e Apple in questi ultimi mesi cosa sta facendo anche per comunicare sui social non abbiamo quel little finder guy secondo me le cose prima o poi andranno a collegarsi perché è chiaro che, per meta, il sistema operativo della nostra vita diventa la voce, perché è un altro gadget che ha dei microfoni, un altro gadget che funziona anche quando non abbiamo degli occhiali in faccia, ed è un altro gadget in grado di fare, grazie all'intelligenza artificiale, una serie di funzioni che ci fanno staccare dall'iPhone, dallo smartphone.
E quindi, pur non avendo sviluppato un suo sistema operativo, Meta torna ad essere protagonista della nostra vita. Perché anche in questo caso non servirà iOS, non servirà Android, ma servirà Muse. Un domani OpenAI, quando farà uscire La spilla famosissima che con le telecamere stanno sviluppando Sam Altman e Johnny Ive.
Cosa potrà fare se non la stessa cosa? E tra i dispositivi che Apple sta sviluppando, cosa si dice? Tra le altre cose, ovviamente, un paio di occhiali con le telecamere, una spilla, diciamo così, con dei microfoni, Perché oramai la direzione della tecnologia è quella.
E quindi Meta rientra dalla finestra. Perché Muse e Meta, anche per il potere contrattuale, ricordiamoci cosa fa Meta. Fa Facebook, fa Instagram.
Quante pubblicità vediamo su Facebook? Quante pubblicità vediamo su Instagram? E quindi quanti accordi commerciali fa Meta?
per il momento l'azienda di Mark Zuckerberg e quanto Mark Zuckerberg è in grado di fare delle partnership commerciali e quindi per esempio Muse dà la possibilità ad applicazioni di terze parti di connettersi alla propria intelligenza artificiale che è quello che sta facendo Grok, che è quello che Gemini sta facendo, che è quello che Apple ha sviluppato con il contesto personale. Già adesso noi possiamo chiedere a MuseCharm di fare un acquisto. Ha fatto la partnership con Shopify?
Credo abbia fatto la partnership con The Fork? Pensiamo… un domani che cosa potrebbe fare?
è una delle cose che magari adesso vi farò scendere una lacrimuccia ma quanto abbiamo sperato la scorsa settimana e parlo di noi perché purtroppo sono stato anch'io in attesa del famoso codice per il concerto degli Oasis un domani noi potremmo chiedere alla nostra intelligenza artificiale di comprarci il biglietto per gli Oasis. Appena escono le prevendite per Doomsday, una nostra intelligenza artificiale, questo Muse Charm, può prenderci il nostro posto a Insala Energia per l'anteprima di mezzanotte di Doomsday, il 16 di dicembre, appunto. Pensiamo semplicemente a The Fork, quindi mi piacerebbe uscire con mia cugina a cena per mangiare il sushi.
E parlo di sushi perché è lo stesso esempio che ha fatto Federico venerdì su Easy Apple. Mi piacerebbe andare a mangiare una pizza con mio fratello. E il Music Charm…
vede la disponibilità magari sa che sono intollerante ipotizzo al glutine e quindi vedrà se ci sono pizzerie dove fanno impasto per celiaci e fanno questa cosa che bello che è il mondo che stiamo per per vedere perché è un mondo in piena espansione partnership con shopify magari per nostra pigrizia apriamo amazon facciamo una ricerca e compriamo una delle prime cose che ci vengono fuori tra i risultati di ricerca pensiamo se un domani la cosa possa riguardare magari il mondo completo di internet quindi se devo comprare lo spray nasale parlo del spray nasale perché ce l'ho di fronte a me anziché comprarlo sul primo sito che mi viene fuori quando scrivo spray nasale su google fa una ricerca globale e me lo trova ad un prezzo inferiore infatti Muse ha integrato Shopify ma per esempio non ha integrato Amazon e poi questa cosa andrà anche in negativo perché È un po' quello che anche Google sta facendo, no? Quando Gemini ha preso il sopravvento, quando l'AI mod ha preso il sopravvento, Google l'ha dovuto fare perché sta vendendo meno pubblicità. Perché banalmente la gente adesso cerca con un chatbot e non cerca più su Google.
in CHGPT, Standard e Go ti fa comparire i banner pubblicitari e secondo me questo è il mondo in cui stiamo andando e secondo me la scorsa settimana Meta ci ha dato una bellissima lezione che dovremmo tenere in considerazione e dovremmo forse studiare e quindi secondo me anche su questo podcast torneremo a parlare di più di un'azienda che sicuramente ha distrutto il mondo di internet distrutto la privacy ci ha fatto perdere un'infinità di tempo però d'altro canto magari ritornerà un pochino sulle bocche di tutti con il proprio chatbot e sicuramente con dei prodotti che non passeranno inosservato e quindi ovviamente non vedo l'ora di vedere cosa farà la concorrenza Stiamo per entrare in ottobre e sappiamo benissimo cosa arriverà, per cui state tonnati, stay tuned perché parleremo di iPhone Duo, parleremo di iPhone 18 Pro, parleremo delle novità che arriveranno in casa Apple anche nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Quindi non mi resta ancora che ringraziarvi sia per la vicinanza che per avermi ascoltato anche in questo mercoledì. Noi ci sentiamo la prossima settimana con un nuovo appuntamento e chissà di cosa parleremo
Nella puntata di questa settimana del podcast IO&Tech, Jacopo parla di Intelligenza Artificiale e lascia per un momento Apple sullo sfondo, concentrandosi su un’azienda che il podcast cita meno spesso: Meta.
Il punto di partenza sono gli annunci del Meta Connect, letti come un segnale su dove sta andando davvero il mercato dei dispositivi intelligenti.
Il filo conduttore dell’episodio è la voce. Secondo il ragionamento proposto, il prossimo decennio della tecnologia non passerà più solo da schermi e tastiere, ma da dispositivi capaci di ascoltare, capire e agire al posto nostro.
Un tema che tocca da vicino anche Apple, protagonista abituale del podcast, e che apre a diversi paralleli interessanti.
Occhiali Meta senza telecamere e un visore più comodo del Vision Pro
Il primo prodotto analizzato è l’evoluzione dei Ray-Ban Meta, ora pensati esplicitamente come occhiali per l’intelligenza artificiale, senza fotocamere integrate. Una scelta che, secondo il conduttore, va letta insieme a quanto mostrato da Apple con Siri Recap: un paio di occhiali, anche senza telecamera, può comunque ascoltare la giornata di chi li indossa e restituire un riassunto utile.
C’è poi il nuovo visore Meta, descritto come più comodo e più adatto all’uso quotidiano rispetto ad Apple Vision Pro. La differenza principale sta nell’architettura: la parte computazionale si sposta su un’unità esterna, collegata tramite cavo, riducendo peso e ingombro sulla testa. Nel podcast si ipotizza persino di vederlo usato in treno o in aereo, proprio per questa maggiore leggerezza. Il paragone con Apple non è casuale: secondo alcune voci, anche John Ternus starebbe lavorando per rilanciare il progetto Vision Pro in una direzione simile.
Un dettaglio che il conduttore sottolinea più volte riguarda l’ecosistema chiuso. Gli occhiali Meta funzionano con Muse, l’assistente proprietario dell’azienda, non ancora disponibile ufficialmente in Europa ma già capace, a quanto pare, di numeri di download vicini a quelli di ChatGPT. Un vantaggio competitivo che ricorda da vicino quello costruito da Apple negli anni tra iPhone, Apple Watch e AirPods.
Muse Charm: cos’è il gadget IA di Meta che ricorda un Tamagotchi
Il terzo prodotto Meta è probabilmente quello più curioso: Muse Charm. Nella puntata viene descritto come un piccolo gadget dal sapore nostalgico, con display OLED, connettività 5G, sensore di impronte digitali e una funzione vocale sempre pronta all’ascolto. Il paragone con il Tamagotchi arriva spontaneo, complice anche la forma e la fascia d’età a cui sembra rivolgersi il prodotto.
Jacopo ammette di non avere intenzione di acquistarlo, ma lo definisce comunque un dispositivo importante da osservare. Il motivo emerge da un parallelo diretto con un altro prodotto che tutti conosciamo bene: qualcosa che indossiamo al polso, con schermo OLED, connettività e capacità di ascoltarci. Un riferimento neanche troppo velato all’Apple Watch, e più in generale alla direzione presa dall’evento Apple di inizio settembre.
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L’ultima parte dell’episodio si sposta sulle integrazioni di Muse con servizi esterni, in particolare Shopify e The Fork. Il ragionamento parte da un’idea semplice: oggi, per pigrizia, spesso ci si accontenta del primo risultato trovato su Amazon o su Google. Un’intelligenza artificiale capace di cercare davvero in autonomia, confrontando prezzi e disponibilità su tutto il web, cambierebbe parecchio le cose.
Nella puntata del podcast si immaginano quindi scenari concreti, come un’IA capace di prenotare automaticamente un tavolo tenendo conto di intolleranze alimentari, oppure di occuparsi dell’acquisto di biglietti per un concerto nel momento esatto dell’apertura delle prevendite. Un tema che si lega anche a quanto sta già facendo Google con la propria modalità IA nella ricerca, e a come questo stia cambiando il modo in cui le aziende pensano alla pubblicità online.
La puntata si chiude guardando avanti, verso ottobre e i prossimi annunci Apple attesi nelle settimane successive.
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