È iniziata l’era dei camera bar, e non finirà presto

Negli ultimi anni gli smartphone hanno cambiato pelle, e il punto più evidente è il retro: i moduli fotografici sono diventati enormi, molto più di quanto serva solo…

È iniziata l’era dei camera bar, e non finirà presto

Negli ultimi anni gli smartphone hanno cambiato pelle, e il punto più evidente è il retro: i moduli fotografici sono diventati enormi, molto più di quanto serva solo per contenere i sensori, e non si tratta solo di un vezzo estetico, ma una precisa scelta ingegneristica.

Quell’area rialzata infatti viene sfruttata per inserire componenti che non troverebbero spazio in scocche sempre più sottili, trasformandosi in un vero e proprio “secondo piano” per la progettazione interna. È la strada che ormai tutti i produttori stanno percorrendo, da Apple a Samsung fino a Sony.

È iniziata l’era dei camera bar, e non finirà presto

L’iPhone Air rappresenta forse l’esempio più chiaro dei vantaggi di questo approccio. Apple è riuscita a ridurre lo spessore del dispositivo senza penalizzare (troppo) batteria e prestazioni, proprio perché molte parti interne sono state collocate nel blocco della fotocamera. In questo modo, lo spazio all’interno del corpo principale resta più libero, permettendo di mantenere equilibrio tra design minimale e potenza hardware, ma soprattutto spazio per la batteria.

Anche la concorrenza si è mossa nella stessa direzione. Se i rumor si rivelassero corretti, Samsung con il Galaxy S26 adotterà un modulo ancora più ampio, che ospiterà buona parte dell’elettronica interna, e Sony con i nuovi Xperia andrà nella stessa direzione.

La corsa agli smartphone ultra-sottili sembra quindi passare obbligatoriamente da qui: ingrandire il retro per guadagnare margine dentro.

Una soluzione che divide sul piano estetico, ma che regala ai produttori un’arma preziosa per spingere ancora più in là il design e le prestazioni dei loro modelli.

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Francesco Graziani
Francesco Graziani

Sono il caporedattore di Digiteee e scrivo di tecnologia da più di dieci anni. Recensisco e racconto la tecnologia a 360 gradi: smartphone, Apple, Android, wearable, gaming e tutto quello che arriva sulla mia scrivania. Negli anni ho firmato migliaia di articoli, tra recensioni, approfondimenti e guide passo passo, e seguo gli eventi del settore mentre succedono. Nelle recensioni parto da una domanda semplice: cosa cambia nella giornata di chi usa quel prodotto? Per questo racconto l’esperienza d’uso da utente, prima ancora dei dati tecnici, che restano un mezzo e non il fine.

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