L’ultimo Galaxy Unpacked di Samsung ha tracciato una linea netta nel mercato dei pieghevoli, costringendoci a fare i conti con form factor inediti e vecchie abitudini che faticano a morire. Mentre lo Z Flip 8 gioca la carta del “nostalgia marketing” replicando l’impugnatura delle vecchie videocamere Handycam anni ’90 e lo Z Fold 8 Ultra perfeziona un design ormai maturo (introducendo finalmente l’antiriflesso sul display interno e batterie ad altissima densità al silicio-carbone), la vera anomalia si chiama semplicemente Z Fold 8.
Questo nuovo formato “Wide”, con il suo schermo esterno in 16:10 e quello interno in 4:3, rappresenta un azzardo ergonomico che solleva parecchi dubbi, specialmente sul fronte del multitasking e dell’ottimizzazione degli spazi per le tastiere virtuali sempre più ingombranti. È un formato tozzo che stiamo analizzando con la lente d’ingrandimento non solo per giudicare il lavoro di Samsung, ma perché rappresenta lo specchio esatto di ciò che ci aspetta tra poco più di un mese con il tanto chiacchierato iPhone Ultra.


