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Recensione UGREEN MagFlow Pro: il power bank magnetico con raffreddamento a liquido

Recensione UGREEN MagFlow Pro: il power bank magnetico da 10000mAh con raffreddamento a liquido attivo alla prova.

UGREEN MagFlow Pro Magnetic Power Bank 10000mAh 25W, il powerbank per ogni esigenze
Immagine: Digiteee

Oggi vi parliamo dello UGREEN MagFlow Pro Magnetic Power Bank 10000mAh 25W. L’azienda ce l’ha inviato per testarlo, ed eccoci qui con la nostra recensione. Vi racconteremo come funziona, cosa promette e soprattutto come si è comportato nell’uso quotidiano, con smartphone, pieghevoli e persino una console.

Nel tempo abbiamo recensito vari prodotti UGREEN, e la sensazione è sempre stata la stessa: qualità costruttiva e affidabilità. Oggi il marchio è un simbolo in questo settore. La nuova linea MagFlow è stata presentata durante l’IFA 2026 e comprende tre prodotti. Noi, per ora, ci concentriamo su quello più curioso, il power bank con raffreddamento a liquido attivo. Le recensioni degli altri prodotti arriveranno nei prossimi giorni.

Cos’è CryoPulse: come funziona il raffreddamento a liquido

Il problema dei power bank: il calore si somma

Chi usa spesso un power bank magnetico conosce bene il problema. Durante la ricarica lo smartphone si scalda. È normale, succede con qualsiasi caricatore e con qualsiasi telefono. Il punto è che si scalda anche il power bank. I due dispositivi restano incollati uno all’altro, quindi il calore totale aumenta invece di dividersi.

Nella ricarica wireless la situazione è ancora più delicata. Secondo UGREEN, a livelli di efficienza standard, fino al 30% della potenza si perde sotto forma di calore proprio tra caricatore e telefono. A 25W questo calore si accumula in fretta. Quando la temperatura sale troppo, il telefono riduce la potenza per proteggersi. La ricarica veloce diventa uno scatto breve, non una corsa costante.

C’è poi un effetto a lungo termine: le batterie agli ioni di litio non amano il calore, e le alte temperature durante la ricarica ne accelerano l’usura.

CryoPulse: liquido, pompa e una finestra trasparente

La risposta di UGREEN si chiama CryoPulse. Al posto di un semplice dissipatore, il power bank usa un raffreddamento a liquido attivo. Una micropompa fa circolare un liquido refrigerante dentro un circuito interno. Il liquido passa sulle zone che producono calore e lo assorbe. Poi lo distribuisce su una superficie più ampia, così il calore non si concentra in un punto solo.

Il sistema non lavora da solo. Ci sono anche una lamina di rame VC che diffonde il calore, e un layout interno con i componenti di ricarica separati. Ogni pezzo ha un compito preciso. La pompa sposta il calore, la lamina lo spalma e la separazione dei componenti limita l’accumulo. UGREEN lo presenta come il primo power bank Qi2 da 25W con raffreddamento a liquido a micropompa.

La parte più scenografica è la finestra trasparente sul corpo del power bank. Da lì si vede il liquido muoversi. Piccole particelle scorrono da un lato all’altro e fanno capire che il sistema sta lavorando. Non è solo un componente estetico ma un vero e proprio indicatore visivo, che mostra a colpo d’occhio se il raffreddamento è attivo.

Come funziona il sistema, passo dopo passo

Il funzionamento ha due livelli. Il primo è passivo. Il liquido e i materiali che accumulano calore assorbono energia termica già prima che la pompa parta, e questo rallenta l’aumento di temperatura. Il secondo livello è attivo. Quando la temperatura sale, un chip di controllo accende la micropompa. Il liquido circola in modo continuo, raccoglie il calore e lo porta lontano dai punti critici.

A sorvegliare tutto c’è il Thermal Guard. Dei sensori leggono la temperatura 240 volte al secondo e regolano la potenza in automatico. Se serve, la ricarica viene modulata per restare sicura e stabile. Secondo UGREEN, nei suoi test a 25 gradi il picco resta fino a 10 gradi sotto lo standard del settore, indicato attorno ai 48 gradi.

L’aumento di temperatura scende fino al 44%. Sono dati dichiarati dall’azienda, quindi vanno letti come tali. Di rumore e di efficacia reale parliamo tra poco, nel capitolo dedicato alla nostra prova.

Potenza, compatibilità e display: cosa può fare il MagFlow Pro

Partiamo dall’aspetto. Il corpo è compatto: 108,4 x 70,5 x 16,2 mm, per 230 grammi. Lo spessore resta contenuto per una batteria da 10000mAh. Il grigio metallico si abbina alla finestra verde del liquido, e l’effetto è moderno senza esagerare. Sul fondo c’è un cavo USB-C integrato con laccetto. Serve per portarlo in giro senza cavi sfusi, e UGREEN dichiara che regge oltre 10.000 piegature.

Il fissaggio è magnetico. Ci sono 17 magneti N52H con una forza dichiarata di almeno 8N. L’allineamento è preciso e stabile, anche quando ci si muove. Il power bank ha la ricarica wireless Qi2 a 25W, ma anche una porta USB-C e il cavo integrato. Si possono ricaricare fino a tre dispositivi insieme: uno in wireless, uno con il cavo e uno con la porta.

Un display multifunzione

Il display è una delle parti più simpatiche. Può mostrare una piccola animazione, oppure lo stato della batteria e i watt assorbiti dal dispositivo in carica. Inoltre può mostrare anche i cicli di ricarica totali. Non c’è nulla da impostare. Il prodotto collegato prende in automatico l’energia che gli serve fino a un massimo di 25W in wireless e di 45W via cavo. La potenza totale in uscita resta di 45W.

La lista dei dispositivi compatibili è ampia. In wireless a 25W ci sono gli iPhone della serie 17, il Pixel 10 Pro XL e il Galaxy S26 Ultra. L’iPhone Air e il Galaxy S26+ arrivano a 20W. Gli iPhone dal 12 al 15, i Pixel 10 e 10 Pro e i Galaxy S25 si fermano a 15W. Il prodotto funziona anche per caricare le AirPods.

Va ricordato che ad esempio i prodotti della serie Galaxy non hanno magneti interni, quindi serve una cover magnetica compatibile.

Via cavo i 45W bastano per iPhone, iPad e portatili leggeri. Per auricolari e smartwatch c’è una modalità a bassa corrente, che si attiva con un pulsante.

Tempi di ricarica

Facciamo due conti, con tempi approssimativi. L’iPhone 17 Pro Max, sul quale abbiamo testato principalmente il prodotto, ha una batteria da circa 5.088 mAh. In wireless a 25W l’iPhone si carica del 50% in circa 40 minuti. Per il pieno servono quindi tra 90 minuti e due ore, perché la ricarica rallenta verso la fine. Via cavo il telefono può assorbire fino a 40W circa, quindi parliamo di circa il 65% in 30 minuti. In questo caso il pieno richiede 70-80 minuti.

Il Galaxy S26 Ultra ha una batteria da 5.000 mAh e supporta fino a 60W. Il power bank si ferma a 45W, quindi con il cavo servono circa 70 minuti. In wireless, con la cover magnetica, si sale a circa due ore. Sono comunque sempre numeri approssimativi, dato che i tempi reali dipendono da temperatura dello smartphone e dell’ambiente circostante, dalla carica residua e da cosa fate con lo smartphone mentre si ricarica.

Sul fronte sicurezza, UGREEN usa celle ATL ad alta densità e la piattaforma Dymondcell 2.0. Dichiara 800 cicli di ricarica con oltre l’80% della capacità ancora disponibile. Il prodotto avrebbe superato test distruttivi severi, come la perforazione con chiodo in tungsteno, lo schiacciamento da 2,5 tonnellate e sette ore di sovraccarica, senza generare fiamme né esplosioni.

Ci sono anche le certificazioni CE, FCC, UL, PSE, UKCA e CB. La capacità nominale è di 6.000 mAh, con due celle da 5.000 mAh. Per ricaricare il power bank stesso c’è un ingresso da 30W, che lo riporta al pieno in circa due ore.

La nostra prova: iPhone, Fold8 e Nintendo Switch 2

Veniamo alla parte che conta di più. Abbiamo usato il power bank con vari prodotti. Tra questi un iPhone 17 Pro Max, un Galaxy Z Fold8 e persino una Nintendo Switch 2. Volevamo capire come si comporta con dispositivi che hanno esigenze e forme molto diverse.

La dissipazione attiva funziona veramente?

La risposta è sì. E si vede lavorare, grazie alla finestra che mostra le particelle di liquido correre da una parte all’altra.

Con lo smartphone in carica, il telefono si scalda in modo normale. È così con qualsiasi caricatore. Il power bank invece, dopo qualche decina di minuti, resta al massimo tiepido. Non diventa incandescente come succede con altri prodotti.

Il comfort conta più di quanto sembri. Un power bank che scotta in mano o in tasca è fastidioso da usare. E il calore resta il nemico numero uno delle batterie. Vedere questo dispositivo restare tiepido dopo una ricarica prolungata è un ottimo segnale, sia per il comfort sia per la sicurezza.

Il ronzio della micropompa: si sente?

Sì, se ci si avvicina. Il rumore arriva dalla micropompa, cioè dal cuore del sistema di raffreddamento a liquido. Non è ultra silenzioso. Fa un leggero “BZZZZ”.

In un contesto normale, con un minimo di rumore di fondo, è impossibile da sentire. In un ambiente super silenzioso, invece, si riconosce abbastanza bene, anche se molto basso. Può dare fastidio alle persone ultra sensibili. Meglio pensarci anche se lo usate di notte, sul comodino, al buio. È il prezzo da pagare per avere un raffreddamento attivo. Per noi è un compromesso decisamente accettabile, ma è giusto saperlo prima.

Compatibilità fisica: iPhone perfetti, Fold8 un po’ buffo

Sugli iPhone l’aggancio magnetico funziona bene, ed è supportata anche la modalità StandBy di iOS. Il power bank resta al suo posto e fa il suo lavoro senza scherzi.

Con il Galaxy Z Fold8 il discorso cambia solo nell’aspetto. Serve una cover apposita con i magneti. Con quella, il power bank funziona senza problemi. L’abbinamento però è abbastanza ridicolo da vedere. Il Fold8 è più corto del normale, e questo si nota. Non è colpa ovviamente di UGREEN. È proprio la forma del telefono a creare l’effetto.

Scheda tecnica completa

CaratteristicaDettaglio
Uscita totale45W max
Uscita ricarica wireless25W max
Porte e connessioniPorta USB-C, cavo USB-C integrato, base di ricarica magnetica
Ingresso USB-C (max)30W
Uscita USB-C (max)Porta USB-C: 45W, cavo integrato: 45W
Capacità nominale6000mAh
Capacità delle celle5000mAh x2
Peso230g
Dimensioni108,4 x 70,5 x 16,2 mm
Compatibilità ricarica wirelessiPhone 12 e successivi, AirPods, Pixel serie 10 e qualsiasi prodotto compatibile con MagSafe o Qi2
Potenza massima Qi2Dispositivi
25W maxiPhone serie 17, iPhone serie 16, Pixel 10 Pro XL, Galaxy S26 Ultra
22W maxiPhone 16 Pro / 16
20W maxiPhone Air, Galaxy S26+
15W maxiPhone dalla serie 15 alla serie 12, Pixel 10 Pro / 10, Galaxy S25 Ultra / S25+ / S25

Conclusioni

UGREEN ha tirato fuori un nuovo must have. Il raffreddamento a liquido attivo non è una trovata di marketing, si vede lavorare dalla finestra trasparente e si sente nella temperatura. Il power bank resta tiepido anche dopo tanto tempo in carica, mentre lo smartphone si scalda solo in maniera normale.

Poi c’è tutto il resto: il display con animazione, batteria e watt, il cavo integrato, la ricarica di tre dispositivi insieme e una compatibilità molto ampia, tra iPhone, Pixel e Galaxy.

Il ronzio della micropompa è l’unico dettaglio da tenere presente, soprattutto per chi è molto sensibile al rumore o lo userebbe di notte.

Ci siamo trovati bene ad utilizzarlo dal primo giorno. Ha una batteria capiente, un peso ragionevole e un fissaggio magnetico che tiene bene il telefono. Ha anche un sistema di sicurezza pensato con cura, tra sensori di temperatura e celle ad alta densità, e sarà il nostro nuovo compagno fisso nei viaggi.

Per chi cerca un power bank magnetico da 25W, lo UGREEN MagFlow Pro è sicuramente il più interessante tra quelli che abbiamo provato.

Potete trovare in vendita lo UGREEN MagFlow Pro su Amazon, calcolando che il prodotto va anche spesso in offerta.

Domande frequenti

Il power bank UGREEN MagFlow Pro funziona con l’iPhone 17 Pro Max?

Sì, e lo ricarica fino a 25W in wireless con lo standard Qi2. Via cavo, quello integrato eroga fino a 45W, anche se il telefono ne assorbe circa 40W.

Lo UGREEN MagFlow Pro fa rumore?

Sì, ma pochissimo. Emette un leggero ronzio dalla micropompa del raffreddamento a liquido. In un ambiente normale è impossibile da sentire, mentre in una stanza molto silenziosa si nota. Può dare fastidio solo alle persone molto sensibili, per esempio di notte.

Si può usare con i telefoni Samsung Galaxy?

Sì, ma serve una cover magnetica compatibile, perché i Galaxy non hanno magneti interni. Il Galaxy S26 Ultra arriva fino a 25W in wireless, mentre il Galaxy S26+ si ferma a 20W. Vale lo stesso per il Galaxy Z Fold8, che richiede una cover apposita.

Quanto tempo serve per ricaricare un iPhone 17 Pro Max con il power bank UGREEN MagFlow Pro?

Servono circa 90 minuti o due ore in wireless, e 70-80 minuti con il cavo integrato. Sono tempi approssimativi. Dipendono da temperatura, carica residua e da come si usa il telefono durante la ricarica.

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Francesco Graziani
Francesco Graziani

Caporedattore di Digiteee. Segue Apple, Android, Smartphone e Wearable e racconta gli eventi del settore mentre succedono: alle sue spalle migliaia di articoli scritti negli anni, dalle recensioni agli approfondimenti, fino alle guide passo passo.

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