MacBook Pro M6 e iMac M6 ufficiali: conviene lasciare il nostro M5?

MacBook Pro M6 da 2.349 euro e iMac M6 da 1.829: cosa cambia davvero e se conviene lasciare il nostro M5, comprato a ottobre 2025.

Il nuovo MacBook Pro M6 da 14 pollici nel colore nero siderale e argento
Immagine: Apple

Il MacBook Pro M6 è ufficiale dal 27 ottobre 2026: parte da 2.349 euro, si ordina dal 28 ottobre e arriva nei negozi il 6 novembre. Se hai già un M5, qui trovi la risposta che stai cercando. Apple li ha presentati con due comunicati stampa, senza eventi né dirette.

Fuori sono gli stessi computer di prima, dentro c’è il nuovo chip M6. I preordini aprono il 28 ottobre alle 18:10, mentre le consegne e l’arrivo nei negozi sono fissati per venerdì 6 novembre.

Noi un MacBook Pro con M5 lo abbiamo comprato a ottobre 2025, quindi la prima domanda ce la siamo fatta da soli: ha senso cambiarlo?

Cosa cambia nel MacBook Pro M6 rispetto al modello precedente

A guardarlo, nessuno noterebbe la differenza. Il design è lo stesso, così come lo schermo Liquid Retina XDR da 14 pollici, le porte e i colori, nero siderale e argento. Le novità sono tutte all’interno.

Il chip M6, prodotto a 2 nanometri e già visto sul Mac mini, ha due core in più sia nella CPU sia nella GPU. Secondo Apple, la potenza grafica è fino al 30% più veloce rispetto a M5 e le attività di IA fino al 25%. Raddoppia anche il Neural Engine, la parte del chip dedicata all’intelligenza artificiale, utile soprattutto a chi fa girare modelli linguistici direttamente in locale.

Arrivano poi il Wi-Fi 7 e il Bluetooth 6. La memoria di base resta di 16 GB, mentre l’archiviazione parte ora da 1 TB. L’autonomia, infine, arriva fino a 24 ore: Apple la definisce la migliore di sempre su un Mac, ma era già la stessa del modello con M5.

Siri con l’IA funziona, ma non in italiano

A differenza del nuovo iPad mini OLED e degli iPhone, sul Mac la nuova Siri con intelligenza artificiale funziona anche da noi, in Unione Europea. Su iPhone, iPad e Apple Watch, Apple non l’ha resa disponibile per via del Digital Markets Act. Una data, per ora, non c’è. Su macOS 27, invece, gli utenti europei possono usarla.

Il limite semmai è la lingua. Dal 26 ottobre 2026 la nuova Siri parla inglese, francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo, ancora in versione beta. Entro fine anno arriveranno anche cinese tradizionale, norvegese, turco e vietnamita. L’italiano non compare ancora in nessuna delle due liste. Chi vuole provarla deve quindi impostare il Mac in una delle lingue supportate, per esempio l’inglese.

Per ora, insieme al Vision Pro, il Mac è l’unico dispositivo Apple sul quale un utente italiano può usarla.

Dal nostro M5 al MacBook Pro M6: vale la pena cambiare?

Partiamo da una premessa. A ottobre 2025 abbiamo acquistato un MacBook Pro 14″ con M5 nella configurazione base, con 16 GB di memoria e 512 GB di archiviazione. Da allora lo usiamo ogni giorno.

Il nuovo M6, invece, non l’abbiamo ancora provato. È stato presentato il 27 ottobre 2026, e i test indipendenti sul MacBook Pro arriveranno sicuramente nei giorni che seguono dalla stesura di questo articolo.

Il confronto che segue mette quindi insieme la nostra esperienza e i dati che si trovano in rete, che per ora sono pochi.

Apple M5 vs M6: cosa cambia sulla carta

SezioneMacBook Pro M5MacBook Pro M6
CPU e GPU10 core12 core
Neural Enginesingolodoppio
ConnessioniWi-Fi 6E, Bluetooth 5.3Wi-Fi 7, Bluetooth 6
Autonomiafino a 24 orefino a 24 ore
Prezzo di partenza1.849 euro con 512 GB (ottobre 2025)2.349 euro con 1 TB

Sulla carta, quindi, cambia soprattutto il chip. Design, schermo, porte e batteria restano quelli che conosciamo.

Quanto è più veloce nella pratica

Le uniche misurazioni indipendenti, per ora, riguardano il Mac mini con M6, messo a confronto proprio con un MacBook Pro M5. Il nuovo chip va circa il 10% più veloce sul singolo core e tra il 18 e il 25% in più su tutti i core. Nella grafica il guadagno è intorno al 30%. In Blender, un rendering di prova passa da 68 a 49 secondi. Sono dati del Mac mini, però, e sul portatile i numeri potrebbero cambiare.

Tradotto nell’uso di tutti i giorni, un 10% in più non si sente. Navigare, scrivere e lavorare con le foto resta esattamente come prima. La differenza si avverte di più quando si esporta un video o si compila un progetto, e diventa evidente soprattutto nel 3D e nei giochi.

La nostra esperienza con l’M5

Il nostro MacBook Pro M5 è una bomba di portatile. Lo usiamo per scrivere articoli, per giocare e per montare video, e non abbiamo mai avuto la sensazione di chiedergli troppo. Fa girare bene anche i giochi per Windows in emulazione, e la batteria si comporta egregiamente in base al lavoro che si fa.

Neanche i 16 GB di memoria ci hanno mai frenato. Un dettaglio che fa riflettere: il MacBook Pro M6 di base ha la stessa velocità di memoria del nostro, che sale solo nelle versioni da 24 e 32 GB.

In tutti questi mesi, insomma, non abbiamo trovato un motivo per desiderare più potenza, e l’M6 risolverebbe un problema che non abbiamo.

Chi dovrebbe fare il salto

Per chi ha un M5 la risposta, nella maggior parte dei casi, è no. Fanno eccezione tre profili: chi usa molto la grafica per il 3D o per giocare, chi lavora con modelli di IA in locale e chi ha bisogno del Wi-Fi 7. Quest’ultimo, però, si sente solo con un router che supporta questa tecnologia.

Chi arriva da un Mac con M1 o da un vecchio modello Intel, invece, il salto lo sentirà eccome. Rispetto a M1, Apple promette una grafica fino a 11 volte più veloce. È a loro che si rivolge questo aggiornamento.

C’è da dire anche che il nostro taglio da 512 GB oggi non esiste più. Il MacBook Pro più economico parte da 2.349 euro, 500 in più di quanto abbiamo pagato noi, anche se con il doppio dello spazio. Chi trova un M5 da 512 GB scontato presso un rivenditore può risparmiare parecchio, e per un uso come il nostro basta e avanza.

Quanto costa il MacBook Pro M6 in Italia

Il nuovo MacBook Pro 14″ con M6 parte da 2.349 euro, che scendono a 2.229 euro con i prezzi Education. Ecco come cambia il prezzo in base a memoria e archiviazione:

MemoriaSSD da 1 TBSSD da 2 TBSSD da 4 TB
16 GB2.349 euro2.899 euro3.999 euro
24 GB2.569 euro3.119 euro4.219 euro
32 GB2.789 euro3.339 euro4.439 euro

Lo schermo con vetro nanotexture aggiunge 165 euro su ogni configurazione, e l’alimentatore non è incluso. Chi vuole più memoria e le porte Thunderbolt 5, infine, deve salire al MacBook Pro 14″ con M5 Pro, che parte da 2.999 euro.

iMac M6, stesso design e più potenza

Anche il nuovo iMac cambia solo all’interno. Lo schermo Retina 4,5K da 24 pollici, il design sottile e i sette colori sono gli stessi del modello con M4, così come gli accessori in tinta. Il chip M6 arriva in due versioni, da 10 o da 12 core. Rispetto a M4, secondo Apple, la grafica è fino a 2 volte più veloce e le prestazioni di IA fino a 5 volte superiori.

Si aggiungono il Wi-Fi 7, il Bluetooth 6 e un’archiviazione fino a due volte più rapida. Vale anche qui quanto detto per Siri: sul nuovo iMac la fa funzionare anche da noi, ma non in italiano, almeno per ora.

Il modello base è pensato per la casa, la famiglia e lo studio, e per quello basta e avanza. Il modello da 12 core diventa la scelta obbligata se si lavora con due monitor esterni, perché quello base ne gestisce uno solo. Solo nella versione superiore, inoltre, l’Ethernet a 2,5 Gb e la tastiera con Touch ID sono di serie: sul modello base vanno aggiunte al momento dell’acquisto.

iMac M6, i prezzi italiani

Il nuovo iMac con M6 costa 1.829 euro nella versione da 10 core e 2.029 euro in quella da 12 core. Con i prezzi Education si scende rispettivamente a 1.769 e 1.909 euro.

Sono gli stessi prezzi dell’iMac con M4, ma attenzione: il confronto è con i listini già aumentati a giugno 2026, non con quelli di lancio. Per farsi un’idea di quanto siano saliti i prezzi, basta guardare il nostro MacBook Pro M5, pagato 1.849 euro a ottobre 2025.

Oltre il MacBook Pro M6: l’attesa per il MacBook Pro touch

I nuovi Mac con M6 sono arrivati il giorno prima di un appuntamento molto più atteso. Stando a quanto detto da Mark Gurman di Bloomberg, Apple presenterà a giro i primi MacBook Pro con schermo OLED touch, con un incontro riservato alla stampa a Los Angeles.

Per anni Apple ha spiegato che il touch su un Mac non serviva. Siamo curiosi di vedere come ce lo venderà, e ne parleremo in un articolo dedicato non appena sarà ufficiale.

Che ne pensi?
Condividi
Francesco Luigi Ziccheddu
Francesco Luigi Ziccheddu

Sono co-fondatore e direttore di Digiteee. Vengo da vent’anni di retail, e-commerce e industria: otto negli acquisti di un gruppo retail, poi direttore generale e amministratore delegato. Oggi sono CEO di Mercurius BusinessLabs, la società che ha fondato Digiteee e Selleee, e direttore commerciale di LAROS. Qui firmo gli editoriali: dove va il mercato e cosa fanno davvero Apple, Samsung e Google dietro gli annunci. Guardo la tecnologia con l’occhio di chi ha gestito magazzini, margini e listini, non solo schede tecniche. Vivo a Malta e scrivo di strategia e di IA applicata anche su LinkedIn e sul blog di BusinessLabs.

Tutti gli articoli
Dal blog BusinessLabs · per chi vende online

Le fiere del settore viste da chi vende: report e novità dal gruppo

Il punto di vista di BusinessLabs su marketplace, logistica e listing. Un'altra corsia, stessa casa.

Leggi su BusinessLabs